“Non un alleanza di governo, non un patto politico ma una alleanza di scopo per garantire alla Sicilia l’approvazione di riforme necessarie. Ma l’apertura ai nostri ‘gemelli’ dell’Udc e al Pd non significa che entreremo in giunta o in maggioranza. Il nostro giudizio sul governo Crocetta non è cambiato e siamo convinti che prima se ne va meglio è. Ma questa apertura alla discussione, finalmente, è una cosa concreta”.

Francesco Cascio l’ex Presidente dell’Assemblea, attuale deputato regionale ma soprattutto coordinatore in Sicilia di Ncd commenta così a BlogSicilia l’apertura di ieri pomeriggio del suo partito alla nascita di Alleanza Popolare anche in Sicilia e al dialogo con il Pd. Una apertura che proprio BlogSicilia aveva già anticipato a inizio settembre con un aintervista a Giuseppe Castiglione (leggila qui)e che è stata, adesso,  raccolta con immediatezza dall’Udc e dal Pd compatto che ha parlato per bocca del suo segretario ma anche del capo corrente Antonello Cracolici.

“La nostra apertura, in realtà non è nuova – continua Cascio – fa seguito ad analoghe aperture dell’Udc e del Pd. Più di una volta siamo stati tirati in ballo come la forza ‘responsabile’ alla quale chiedere supporto nei momenti difficili per fare le riforme. Responsabili lo siamo sempre stati. abbiamo votato la riforma del’acqua pubblica ed anche se ci siamo astenuti al voto per le Province siamo rimasti in aula garantendo il numero legale”.

Come giudica le risposte positive ed immediate sopratutto da parte del Pd?

“Non posso che dire: finalmente! Ma ci tengo a precisare che quella che nasce è una alleanza di scopo. Da oggi cominceremo a discutere di cose da fare. Non siamo qui a chiedere poltrone. Ribadisco che non entreremo in giunta ne in maggioranza. Anche da un punto di vista tecnico con l’Udc resteremo due gruppi separati. daremo, probabilmente, vita ad un gruppo interparlamentare che magari si chiamerà Alleanza popolare, ma in questa fase non ci sarà un nuovo gruppo”.

Ma così non si crea confusione? alleati ma un gruppo nella maggioranza e l’altro all’opposizione?

“Così deve essere. Federati, non fusi. Ribadisco che ne parleremo, affronteremo i singoli temi, discuteremo anche del percorso comune da fare formalmente, ma in questa fase nmon confluiremo nella maggioranza e ribadiamo il nostro giudizio negativo sull’esecutivo Crocetta”.

Dunque percorso comune per le riforme. Ma questo non rafforzerà Crocetta che senza i vostri sette voti sarebbe in minoranza ormai? insomma di fatto gli garantite di restare in sella, gli fate da stampella

“Non è così. I nostri sette deputati sono stati e saranno importanti per approvare riforme essenziali e per fare il bilancio che è l’altra grande sfida che serve alla Sicilia. Fatto ciò per noi il governo Crocetta dovrebbe andare a casa ma non sono in grado di prevedere quello che succederà da qui a 8 mesi. Gli equilibri sono troppo precari e mutevoli nella politica moderna e i nostri sette deputati non sono in condizione di determinare la fine o la permanenza di un governo. Ribadisco che secondo noi dovrebbe andare via e lo diciamo da tempo. Per due volte abbiamo votato compatti le mozioni di sfiducia che sono state presentate a dimostrazione del fatto che vorremmo andare alle urne. Altri si sono lasciati andare a dichiarazioni di guerra ma al momento opportuno in aula non c’erano o hanno votato contro la sfiducia”.

Questo avvicinamento di fatto rende Ncd siciliano più simile a quello romano che però è al governo

“Naturalmente da Roma vedono con favore a questo avvicinamento ma la decisione non è piovuta dall’alto. E’ stato il gruppo parlamentare a riunirsi ed a mettere in campo questa scelta. Non mi sarei mai sbilanciato senza l’assenso di tutti i 7 deputati. Noi siamo un gruppo piccolo ma compatto e Alfano ci ha lasciato ampio margine di scelta. D’altronde sia lui che Schifani nei giorni scorsi hanno rilasciato dichiarazioni che vanno nella medesima direzione per la Sicilia”

Questo percorso sarà, poi, esportati anche agli Enti locali siciliani?

“Non è così automatico. Non si tratta di un accordo politico. Vedremo come si svilupperà il confronto e sentiremo tutti di volta in volta. si faranno delle scelte anche a livello locale negli enti interessati”.

Il riferimento in particolare era alle elezioni di secondo livello nelle ex province che sembrano ormai imminenti. Sono elezioni che ‘resuscitano’ apparati di partito ed alleanze politiche

“Prima di parlare di Consorzi di Comuni e città metropolitane vediamo se la legge regge l’impatto con il Consiglio dei Ministri. io ho qualche perplessità. penso che una parziale impugnativa sia possibile e questo cambierebbe regole e tempi. Se poi il Cdm non la impugna cominceremo a parlare anche di quello”.

Intanto ieri la Presidenza dell’Ars ha avviato il percorso per la revisione delle Commissioni. In questo senso la posizione di Ncd cambia con questo dialogo aperto?

“Io penso che il riequilibrio vada fatto. Il Consiglio di Presidenza attualmente è composto solo da membri della maggioranza,. così come le presidenze delle commissioni non sono più equilibrate da tempo. Non sta a me ricordare il regolamento d’aula agli organi incaricati di farlo rispettare. Noi siamo all’opposizione e l’ restiamo e riteniamo dia ver diritto allo spazio che spetta all’opposizione in un parlamento democratico come è l’Ars”