“Con la nascita del nuovo governo Crocetta chiudiamo un lungo periodo faticoso segnato da un duro scontro al nostro interno e apriamo una nuova fase politica: il Pd oggi ha sulle spalle una responsabilità più grande”.

Ha aperto così l’assemblea regionale dei democratici, il segretario Fausto Raciti oggi a Palermo. Una assemblea dai toni sereni come nel pd non si vedeva da anni.

“Abbiamo vissuto mesi in una battaglia profondamente politica, non per questioni correntizie o posizionamenti per posti al sole ma per visioni di analisi differenti rispetto alle risposte del Crocetta bis – ha aggiunto Raciti – Dentro questa contrapposizione oggi invece registriamo un punto di svolta significativo, quel governo su cui ci siamo divisi non c’è più, è stato azzerato e questo ha permesso di aprire una nuova fase”.

Questa è una vittoria di tutto il Pd e del presidente della Regione”. E ha sgomberato il campo da eventuali equivoci: “attenzione a interpretare la situazione che abbiamo davanti come uno scontro sotterraneo, non è questo lo spirito. Abbiamo un governo di alto profilo e di profonda legittimazione politica”, ha concluso Raciti.

Ed accolto da un grande applauso è giunto, poco dopo mezzogiorno, anche il presidente della Regione Rosario Crocetta. “Non avevo dubbi sul fatto che avremmo ritrovato l’unità – ha detto il governatore -. Abbiamo allenato tutti i muscoli ora siamo pronti a fare un grande lavoro”.

“Alla fine della prossima settimana, al rientro dal Qatar – ha aggiunto Crocetta – convocherò la giunta per definire le linee programmatiche e sottoporle alla coalizione”.

Una pace che non viene sancita solo dal segretario e dal governatore ma confermata anche dal leader della corrente cuperliana e peggior detrattore del governo crocetta fino a qualche giorno fa, Antonello Cracolici “Si riparte, abbiamo tre anni a disposizione per far innamorare i siciliani del progetto di risanamento e di rilancio della regione – dice Cracolici -. Noi siamo la classe dirigente che è chiamata a ridisegnare l’autonomia altrimenti c’è il rischio che venga spazzata via nell’ignominia generale e questo sarebbe un grave danno per la Sicilia e per le future generazioni”.

Sul piatto, dunque, c’è il futuro dell’autonomia da ridisegnare a cominciare dal commissariamento da parte di Roma attraverso la nomina dell’assessore all’economia venuta da Firenze