“Se io ritenessi di essere il problema del Pd in Sicilia mi dimetterei domani. E’ assurdo, sono il primo presidente eletto della sinistra dal 1946 in poi”. Il governatore Rosario Crocetta si sofferma sulla crisi di partito a margine della direzione regionale all’Hotel delle Palme di Palermo, dove erano presenti tra gli altri il vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini, il presidente del partito siciliano Giuseppe Lupo e il segretario Fausto Raciti.

Lo fa non senza ironizzare, definendo l’incontro odierno “una ritrovata intesa o forse una ritrovata divisione“. Sulla possibilità per il partito di trovare un accordo vuole essere chiaro, precisa Crocetta: “Pensare che il problema sono io è una piccola cosa. Il problema è trovare quella sintonia politica che ci porta a siglare un accordo sulle riforme. E chiaramente non si può prima dire che siamo d’accordo sulle riforme e poi dire che aboliamo la legge sui liberi consorzi. E anche sulla burocrazia dobbiamo andare spediti, sulla semplificazione amministrativa e sul testo unico sulle attività produttive. Non si può stare mesi a discutere una legge”.

In merito alle affermazioni del responsabile Welfare del Pd di Renzi, il governatore dice e lascia intendere: “Davide Faraone dice che se gli chiedessero di fare il presidente della Regione si sentirebbe come Messi a cui chiedono di giocare la finale mondiale? Che dire? Il campionato mondiale è quasi finito. Ormai è un tema che si riproporrà al prossimo Mondiale…”.