Tracciabilità, conoscenza del pescato e stagionalità. Sono le tre linee guida del progetto Nemo Propheta in Europa. Un progetto promosso dall’Organizzazione di Produttori della Pesca di Trapani che si avvale della misura 3.4 del Fondo Europeo della Pesca (F.E.P.) Sicilia 2007/2013.

Nemo Propheta in Europa mira infatti a trovare soluzioni ai deficit del sistema pesca siciliano, eccessivamente gravato dalle impegnative regole europee in materia di commercializzazione.

Unendo, così, tradizione ed innovazione, Nemo Propheta in Europa suggerisce un nuovo modo di concepire la filiera ittica siciliana anche attraverso la promozione di un nuovo modello di consumatore consapevole e responsabile.

Ma destinatari di questo progetto di comunicazione saranno, in particolare, le nuove generazioni. A partire dal mese di ottobre verranno infatti realizzate delle tappe in diverse scuole delle nove province siciliane. E’ qui che si parlerà dei temi del progetto anche attraverso un docuvideo esplicativo realizzato ad hoc con interviste a pescatori ed esperti del settore.

Il progetto intanto è stato appena presentato a Trieste durante il “Salone a miglio 0”. Tra i relatori erano presenti l’ideatore del progetto nonché il responsabile dell’O.P. di Trapani, Natale Amoroso, il medico veterinario coinvolto nel progetto, Giuseppe Barbera e Domenico Targia, del Dipartimento Pesca dell’Assessorato Regione Sicilia.

“Il nostro progetto – spiega Natale Amoroso – prende le mosse dall’esperienza maturata attraverso l’attività del Mercato Ittico di Trapani, nato nel 2010. Un’esperienza che ha portato alla constatazione di una scarsa conoscenza del pescato siciliano e di tutto ciò che vi ruota attorno. Abbiamo così pensato – prosegue Amoroso – di avvalerci di questa misura guardando innanzitutto ai giovani. E lo faremo attraverso degli incontri nelle scuole dell’isola. Ma ci rivolgiamo anche agli operatori del settore e della ristorazione”.
Perché in realtà si tratta di una catena che deve funzionare meglio: “Manca un connubio tra la produzione primaria, i controlli ed il consumatore finale”, è il commento di Giuseppe Barbera.

Da qui partirebbe anche un rilancio del settore: “La crisi – afferma Amoroso – la si può debellare soltanto attraverso nuovi strumenti. Il primo di essi, a mio parere, è la conoscenza e la formazione di un consumatore responsabile: il pescatore diventa responsabile per esigenza”.

Mangiare pesce siciliano e tracciato, cioè pescato da aziende che rispettano le norme, è dunque il leit motiv del progetto. “Stagionalità – puntualizza Barbera – significa avere un prodotto con le caratteristiche organolettiche e nutrizionali migliori, significa un prodotto pescato da poche ore, ma anche maggiore tutela e sostenibilità. Alla stagionalità si lega infine l’altro parametro fondante del progetto che è quello della tracciabilità. – conclude Barbera – Tracciabilità significa sia costruire il percorso dell’alimento sia fornire informazioni corrette attraverso le quali il consumatore può scegliere in maniera consapevole”.