La procura della Repubblica di Catania ha aperto un’inchiesta sulla morte di un neonato deceduto il 4 aprile nell’ospedale Santo Bambino di Catania. Il sostituto procuratore della Repubblica Alfio Gabriele Fragalà ha iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo otto medici dell’ospedale ed ha disposto la riesumazione del corpicino del neonato per potere effettuare l’autopsia.

L’indagine mira a ricostruire i momenti successivi alla nascita: il bimbo potrebbe essere morto a seguito dei postumi di una grave infezione causata da un batterio tipico degli ospedali, contratta presumibilmente durante le operazioni del parto o negli interventi sanitari successivi.

L’infezione da quanto risulta dalla cartella medica sarebbe stata scoperta soltanto dopo il trasferimento nel reparto di terapia intensiva del Policlinico di Catania, mentre il bimbo era intubato e lottava, tra atroci sofferenze, tra la vita e la morte. A quel punto gli antibiotici non sono riusciti a bloccare l’infezione.

Secondo quanto rappresentato dai legali della famiglia, gli avvocati di Palermo Antonino Bongiorno e Nino Caleca, il parto non avrebbe comportato alcun problema ed il neonato rappresentava tutti i parametri sanitari di vitalità e salute.

Nella denuncia i due avvocati hanno parlato anche di condizioni igieniche e assistenza assolutamente deficitarie. Il decesso però si sarebbe verificato alcuni giorni dopo aver lasciato l’ospedale.

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