È di oggi la notizia che ben 14 aree marine protette italiane saranno monitorate e tutelate dai reati ambientali mediante sistemi di videosorveglianza basati su telecamere intelligenti, fisse e mobili.

E per ogni Comune – Ente gestore di queste aree protette verranno realizzate sale operative di monitoraggio, e stazioni di sorveglianza in grado di interagire con il Centro Elaborazione Dati del Sistema Informativo gestito dal Comando dei carabinieri per la Tutela Ambientale, con la collaborazione delle Capitanerie di Porto, del Corpo Forestale dello Stato e degli stessi gestori della Aree Marine Protette.

A questo progetto, che gode di un finanziamento di 16,2 milioni di euro della Comunità Europea, sono interessate in particolare le aree marine di Capo Rizzuto in Calabria); Regno di Nettuno, Gaiola, Baia e Punta Campanella (in Campania); Capo Gallo-Isola delle Femmine, Isola di Ustica, Isole Ciclopi, Plemmirio, Isole Pelagie e Isole Egadi (in Sicilia); e, per finire, le Isole Tremiti, Porto Cesareo e Torre Guaceto (in Puglia).

Finalità del progetto, che rientra nell’ambito del cosiddetto “PON Sicurezza”, è prevenire reati diffusi a danno dell’ambiente marino e costiero come la pesca di frodo, lo sversamento di rifiuti a mare, l’abuso edilizio, il prelievo indiscriminato di sabbie marine.

Purtroppo il Comune di Pantelleria, ancora privo a tutt’oggi di una sua Area Marina Protetta dopo che un legge del 1991 ne aveva prevista l’istituzione, resta esclusa dall’iniziativa e certamente non c’è da gioirne…

Ma cos’è questo “PON Sicurezza”? E, se fosse possibile, perché non presentare un progetto PON specifico per l’ambiente marino di Pantelleria e delle sue coste, indubbiamente meritevoli e bisognose di tutela, che abbia o meno la sua area protetta?

Le risposte a queste domande possiamo facilmente trovarle in rete sul sito sicurezzasud.it

Anzitutto vediamo cos’è il “PON Sicurezza”. Indipendentemente dal significato dell’acronimo che precede e che sta semplicemente per “Programma Operativo Nazionale”, si può dire dire che il PON costituisce un’importante occasione di crescita, grazie al finanziamento di progetti finalizzati ad aumentare le condizioni di sicurezza e legalità nelle quattro regioni dell’Obiettivo Convergenza: Sicilia, Calabria, Campania e Puglia.

Ma è in particolare un’occasione preziosa per i giovani che potranno venire coinvolti nella realizzazione dei vari progetti, come è bene illustrato nei due video realizzati in occasione delle conferenze di presentazione del programma “PON Sicurezza”, svoltesi rispettivamente a Bari il 13 Settembre u.s. e Catania il 15 Novembre u.s.

Chi può presentare un progetto? Possono presentare progetti per il “Programma operativo nazionale Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo convergenza 2007-2013″ le amministrazioni centrali, regionali e locali.

Come? La presentazione dei progetti deve avvenire esclusivamente attraverso il modello predisposto dall’Autorità di Gestione che deve essere compilato in ogni sua parte e può essere scaricato dal sito internet suindicato.

Dove? Per i progetti di sistema il modello deve essere presentato alla Segreteria Tecnico-Amministrativa del Pon Sicurezza. Per i Progetti Territoriali il modello deve essere presentato al prefetto competente per territorio.

Queste le prime risposte essenziali alle nostre domande che troviamo su quel sito. E da esse non sembrano risultare controindicazioni per la presentazione da parte di un’amministrazione comunale di un progetto “PON Sicurezza” che miri a favorire la tutela e la sicurezza del suo ambiente marino e delle sue coste…

Pantelleria è in Sicilia, che è una delle quattro regioni dell’Obiettivo Convergenza, e certamente l’isola merita una simile occasione di crescita. Occasione che andrebbe colta al volo e assolutamente da non perdere… Sarà così?