Incredulo ma non troppo. Maurizio Ninfa, fino a poche ore fa direttore dello Sportello regionale per l’internazionalizzazione, è stato svegliato dalle telefonate di amici, collaboratori e giornalisti che gli chiedevano ‘numi’ sulla revoca del suo incarico da parte della giunta di Rosario Crocetta.

“Vado a comprare il giornale e poi le rispondo”, ci ha detto di buon ora confessandoci di avere ricevuto già altre richieste d’intervista.

Maurizio Ninfa guidava lo Sprint dal marzo 2009, quando l’allora assessore alla Cooperazione, Roberto Di Mauro, lo aveva nominato in accordo col ministero dello Sviluppo economico, un incarico poi ratificato nel settembre di quel anno dalla giunta regionale.

“Ci può stare ad essere sostituito, è nella logica della politica e dello spoil system, semmai è curioso il metodo con il quale sono stato licenziato: lo ha appreso stamani leggendo il quotidiano La Sicilia e dopo l’ennesima telefonata”, dice Ninfa.

“Tuttavia me lo aspettavo anche perché in questi mesi non ho mai avuto un contatto né col presidente Crocetta né con l’assessore Vancheri. Anzi con l’assessore c’è stato solo un incontro di cortesia per augurarle buon lavoro pochi giorni dopo il suo insediamento. Ho comunque prodotto varie relazioni sul mio operato ”.

Maurizio Ninfa è considerato dai più un uomo di Raffaele Lombardo: “Guardi, se per questo ho lavorato anche con Nello Musumeci alla Provincia di Catania, con il senatore Pino Firrarello e l’onorevole Giuseppe Castiglione, con l’ex assessore Nino Strano e anche con il compianto presidente Rino Nicolosi nel lontano 1989. Se questo significa appartenere a qualcuno a qualcosa fate voi…Altri direbbero che si tratta di un professionista valido, altri ancora bollerebbero questa attività come un atto di clientela. Questioni di prospettive…”

E’ sereno Maurizio Ninfa, anzi, rincuora i collaboratori che lo chiamano per avere notizie. “Quando abbiamo cominciato, lo Sprint era solo un tavolino e una seggiola con una gamba rotta – ricorda – oggi conta sedi in tutte le province siciliane presso le Camere di commercio, uno sportello a Roma, uno in Tunisia e un accordo con l’agenzia delle piccole e medie imprese della Federazione Russa che hanno deciso di investire sul nostro territorio”.

Secondo Ninfa per fare funzionare lo Sprint “la Regione ha impegnato ogni anno poco più di centomila euro, compreso l’onerario che ammonta a 45mila euro lorde l’anno nonostante le favole di un presunto maxi stipendio da 170mila euro annuali”.

Nei prossimi giorni si organizzerà per fare gli scatoloni e sgomberare gli uffici di via degli Emiri a Palermo: “Spero – conclude – che il mio successore non smantelli quanto costruito e continui quest’opera di assistenza alle imprese in un momento così delicato per la nostra economia”.