Sono già più di mille le firme raccolte in sole due domeniche a Porto Empedocle dove i cittadini del comune nell’Agrigentino dicono no alla Gestione di Girgenti Acque.

A Porto Empedocle, però, non ci sono più né sindaco (dimessosi dopo essere stato eletto sindaco nel vicino Comune di Agrigento) né consiglio comunale (le dimissioni di massa risalgono al mese di agosto scorso), ad emettere atti di indirizzo politico.

Al loro posto è subentrato il commissario straordinario, Antonina Bonsignore, oggi chiamata ad intervenire direttamente per fare uscire dal baratro la città dagli stessi empedoclini attraverso la raccolta firme, nonché dal deputato del M5S Matteo Mangiacavallo che attraverso un atto parlamentare di indirizzo interpella anche il governo regionale.

“Un gestore che nessuno vuole più, – afferma Mangiacavallo – che annovera solo scempi e disservizi. In tutta l’ex provincia di Agrigento, dopo il Si da Sala d’Ercole al nuovo testo sull’acqua pubblica, ben 27 comuni hanno espresso la volontà di sottoporre all’approvazione dei rispettivi consigli comunali la proposta di gestione del servizio idrico integrato in forma diretta e pubblica”. “E’ chiara la volontà degli abitanti di Porto Empedocle, – continua Mangiacavallo – anche loro vogliono tornare alla gestione pubblica dell’acqua”.

“In questa empasse venutasi a creare – conclude il parlamentare Cinquestelle – c’è qualcuno che può intervenire politicamente e quel qualcuno è proprio il governo regionale al quale chiediamo di accogliere la volontà espressa dagli empedoclini e di impegnare il commissario straordinario Bonsignore ad emanare direttamente la delibera per l’adozione di gestione pubblica del servizio idrico”.

“Abbiamo meno di tre mesi per scongiurare una delle più grandi ingiustizie generate dall’evidente assenza di democrazia nel comune dell’Agrigentino”. Le firme saranno presentate al Comune la settimana prossima dal gruppo di attivisti del Movimento 5 Stelle di Porto Empedocle.