Da piazza Roma a piazza Manganelli: sindacati in piazza anche a Catania contro il governo Renzi e il Jobs Act. Cgil e Uil partecipano allo sciopero nazionale.

A Catania sono circa quattromila le persone, provenienti da tutta la provincia, con bandiere e tamburi. “Vogliamo lavoro, a Renzi chiediamo solo questo”, dicono.

L’adesione allo sciopero generale è passato dai video appelli virali. Con un boom di visualizzazioni su Facebook per #Strikemovie. 

Per Cgil e Uil: “Lo sciopero generale del 12 dicembre a Catania sarà una manifestazione di protesta dura e consapevole contro il Jobs Act che non risolve i problemi dell’occupazione ma li appesantisce. Contro la legge di stabilità che si rivela per nulla strategica e dannosa e la politica economica del governo Renzi. Ma sarà anche una festa per il lavoro. Perché ci sarà il colore, la gioia della lotta sincera e pacifica”.

L’intervento del segretario Uil Catania, Fortunato Parisi- Le parole “Solidarietà” e “Assistenza” rischiano di sparire dal vocabolario del nostro sistema pubblico. Lo Stato si sta inesorabilmente trasformando in un gigantesco gabelliere, in un mostruoso esattore delle tasse. Nella legge di Stabilità il governo Renzi ha ridotto persino il Fondo per le Non Autosufficienze, mentre lievitano nel bilancio preventivo dello Stato le spese per la Presidenza del Consiglio e per il pagamento degli uffici dei collaboratori dei ministri. Intanto, i tagli alla spesa sociale sono una pratica quotidiana nelle nostre comunità. In questi mesi di confronto con i sindaci nella nostra provincia abbiamo constatato la crescente difficoltà dei Comuni nell’assicurare qualità e quantità di servizi essenziali ai cittadini: l’assistenza domiciliare, agli anziani, ai disabili, ai malati psichici, ma anche le politiche per la casa, l’integrazione e l’inclusione sociale.

Diritto all’Istruzione e Sicurezza delle Scuole stanno diventando un lusso. Da tempo invochiamo test di solidità antisismica e lavori di consolidamento in tutti i plessi scolastici. Ci rispondono che soldi non ce ne sono! Da anni denunciamo continui insulti alla dignità professionale e umana degli insegnanti, i peggio pagati in Europa. Ci rispondono che soldi non ce ne sono! Nella legge di Stabilità il governo Renzi ha tagliato persino il Fondo per l’offerta formativa e gli interventi a favore di alunni con disabilità, per il contrasto al bullismo e la lotta alla dispersione scolastica.  Renzi parla di “Buona Scuola”, ma di slogan e promesse è lastricata la strada dell’inferno!

Il Diritto alla Salute è ormai una pia illusione. Abbiamo documentato le carenze di organico che negli ospedali di Catania e provincia assillano persino i Pronto soccorsi. Abbiamo chiesto stabilizzazione per i precari sui quali si fondano ormai la gran parte dei reparti ospedalieri. Stanno scherzando con la salute dei cittadini, ma il governo Renzi sa solamente fare da gendarme sui conti delle Regioni senza mai preoccuparsi, invece, della parità di trattamento tra pazienti di ogni Regione!

Pretendiamo Lavoro Dignitoso. Forse sarà più modaiolo parlare di “Jobs Act”, piuttosto che di riforma del lavoro. Certo è che la “madre di tutte le riforme” del governo Renzi condanna oggi al precariato tutti i nostri lavoratori, promettendo che in un non meglio precisato domani sarà regola il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Il premier nella sua visita a Catania ha evitato di incontrare cassintegrati e disoccupati, non s’è degnato di entrare in una delle tante aziende che in queste ore stanno licenziando. Lui preferisce non guardare. Ma non si risolvono così i problemi di una provincia che tutti gli indicatori economici indicano ormai come una “frontiera della crisi”.

Abbiamo urgente bisogno di Infrastrutture per la Crescita Economica. Mentre lo strombazzato “SbloccaItalia” resta al palo, siamo ancora in attesa di un piano “SbloccaCatania” che faccia giustizia di anni di ritardi e di investimenti negati nelle infrastrutture. Questa è la terra degli annunci e delle incompiute: governo nazionale e regionale si diano una mossa perchè Catania ha fame di opere utili, capaci di creare sviluppo e arrestare l’impressionante emorragia occupazionale in edilizia!

Il pubblico impiego è una risorsa di questo Paese, non una palla al piede. E’ vergognoso contrabbandare come misure di contenimento della spesa quei tagli indiscriminati che a Catania, più di altri territori, non hanno ridotto gli sprechi, né consentito alcun reale risparmio ma solo mandato al dissesto il sistema dei servizi al cittadino. I governanti di questi anni – Renzi come Berlusconi, Monti come Letta – ci spieghino, poi, a cosa sia servito umiliare e impoverire gli impiegati negando loro il rinnovo dei contratti. Che strano: da un lato questo governo concede il bonus da 80 euro e dall’altro riduce il potere d’acquisto ai lavoratori pubblici. Alla fine, chi ci guadagna…?

In piazza manganelli, sul palco allestito per il comizio i segretari generali di Cgil e Uil di Catania, Giacomo Rota e Fortunato Parisi e i rappresentanti delle segreterie provinciali delle due sigle sindacali.