No al ponte sullo Stretto. E a dirlo sono i pendolari siciliani, quelli che si spostano ogni giorno con i treni e con gli altri mezzi disponibili su e giù per la Sicilia.

“Ci sembra giusto che anche il presidente del Consiglio Renzi entri a far parte della favola del ‘Ponte sullo Stretto’ – dicono sarcasticamente -. La cosa che ci convince sempre di più è, siamo sicuri, che entrerete (tutti i presidenti del Consiglio che hanno parlato di ponte sullo stretto) a far parte dei guinness dei primati per aver contribuito a realizzare nel mondo il primo Ponte fantasma sullo Stretto di Messina”.

“Invitiamo invece i siciliani – continuano i pendolari – a chiedere a gran voce che non vogliamo questo benedetto Ponte, piuttosto rimbocchiamoci le maniche ed iniziamo, noi, a costruire il “Muro sullo Stretto” e a non versare più un centesimo nelle casse romane visti i risultati ormai sotto gli occhi di tutto il mondo”.

“Qual è il peso della politica siciliana a Roma visti i risultati portati a casa e, viste le condizioni di un’Isola che sta franando e colando a picco in tutti i sensi. Desideriamo ricordare al presidente del consiglio Renzi che oltre i due miliardi da spendere in cinque anni, in questa “emergenza di crolli generali” la Sicilia ha la necessità di avere “urgentemente” gli 11,5 miliardi previsti dallo “Sblocca Italia” e di cui, signor Presidente, ha avuto a stento finanziati il 10%”.

“Alla luce degli ultimi avvenimenti catastrofici, strade che si sgretolano, ponti e viadotti di strade, autostrade e ferrovie che crollano e i vari dissesti idrogeologici che hanno danneggiato anche l’acquedotto Fiumefreddo per Messina da oltre 15 giorni, cosa aspettate che coliamo a picco nel Mediterraneo?” Di sicuro non ci verranno a salvare i libici o i tunisini”.