Nella ‘rivoluzione’ di Crocetta la corruzione regna sovrana”. E’ questo il commento lapidario dei deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars dopo i nuovi arresti di ieri per corruzione. “Tangenti e mazzette per appalti pubblici sono all’ordine del giorno – continuano i Cinquestelle – ma non possiamo smettere di indignarci né tantomeno di denunciare”.

Crocetta sulla stampa se ne usce con un: “via Lo Bosco e tutto il Cda Ast. “Peccato che proprio il presidente della ‘rivoluzione’, nel 2013, nominava lo stesso Lo Bosco commissario della Camera di Commercio di Catania. Il presidente di Rfi e Ast è da sempre legato a NCD di Alfano”. Adesso i parlamentari Cinquestelle attendono con ansia i nomi del libro mastro: “siamo convinti che lì dentro troveremo altri nomi altisonanti di questa politica regionale, nel frattempo continueremo a lavorare affinché l’onestà torni di moda in questa Terra”.

Ma a risuonare nelle piazze è, soprattutto, un’altra presa di posizione pentastellata: “Non ce l’abbiamo con i forestali, ma questo modo di operare sistematicamente all’ultimo minuto è assolutamente fuori da ogni logica e, soprattutto, da ogni regola. Per stornare i fondi della sanità ci vuole una delibera di una giunta che non c’è, mentre il presidente va a tutelare le imprese all’estero e dimentica quelle siciliane. Noi non ci stiamo a svestire un figlio per vestirne un altro. A togliere fondi ad alcuni per darli ad altri”.

Con queste parole del deputato Giancarlo Cancelleri, il Movimento 5 Stelle all’Ars ha annunciato la volontà di non partecipare al voto della mini proroga ai forestali, costruita con i cocci raccattati tra le pieghe di un bilancio più che all’osso. I deputati del Movimento domani non saranno presenti in aula.

“Noi abbiamo sempre fatto la nostra parte con enorme senso di responsabilità – afferma il capogruppo Giorgio Ciaccio – lo stesso non può dirsi della maggioranza, di cui oggi mancavano grandi pezzi in aula. Questo provvedimento mirava a garantire la copertura di appena 8 giornate e mezzo, nella speranza, tutt’altro che certa, di agganciare i fondi Cipe. Questo modo di operare è inaccettabile. Da sempre proponiamo di fare una riforma strutturale che cerchi di costruire una soluzione. La verità è che gestire questa situazione in questo modo fa comodo a tanti. Ci sarebbe stato tutto il tempo per mettere mano al problema per cercare soluzioni che accompagnassero alle pensione questi lavoratori, e invece nulla. Tre anni non sono bastati a cavare un ragno dal buco. E dire che quando gli interessi sono della maggioranza l’Ars mette il turbo. Si è visto in occasione della legge sui doppi incarichi, che ha visto produrre in un lampo un emendamento approvato in tempi record in commissione”

“Non c’è un governo – afferma Stefano Zito – che sa battere i pugni sui tavoli romani per ottenere le somme che deve avere, mentre poi sottrae risorse vitali alla sanità e ad altri settori nevralgici. Questo tipo di politica non può che portarci allo sfascio”.

“Non può passare il messaggio – afferma Claudia La Rocca – che chi paralizza le piazze e crea enormi disagi alla gente ottiene subito quel che vuole. E’ inaccettabile, oltre che immorale. Non sono solo i forestali ad aver diritti da difendere. Tantissime altre categorie soffrono e patiscono e lo fanno in silenzio, senza che nessuno si ponga il problema di trovare per loro soluzioni in tempi decenti”.