L’agenzia regionale per la gestione del patrimonio abitativo pubblico, prevista dalla Finanziaria regionale con la soppressione degli Iacp ( gli istituti case popolari) è “un elefantiaco Ente che accentra in sé tutte le funzioni , la cui natura contraddice qualsiasi logica di decentramento e di efficacia”.

Lo sostengono la Cgil e il Sunia regionali che parlano di “ennesima occasione perduta di varare una riforma ragionata e utile” e chiedono che il provvedimento venga cassato dalla Finanziaria o radicalmente modificato .

“Ancora più grave – sottolineano Mimma Argurio (Cgil) e Giusy Milazzo (Sunia) – appare poi l’obbiettivo di fondo che continua ad essere quello di far cassa alienando gran parte del patrimonio abitativo pubblico”. No dunque da Cgil e Sunia a un progetto che “con la perdita della dimensione territoriale in ambito di politiche abitative pubbliche e la svendita del patrimonio dei soppressi Istituti creerà ulteriori disfunzioni, deresponsabilizzerà gli Enti locali su una tematica di grande rilevanza sociale e peggiorerà il disagio abitativo di buona parte della popolazione siciliana”. Preoccupazione anche per il personale “la cui professionalità rischia di essere mortificata”.

“Questo provvedimento- rilevano Argurio e Milazzo– rivela una colpevole indifferenza ai problemi dell’isola, ed evidenzia ancora una volta la scelta di evitare qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali confederali e degli inquilini su una tematica le cui ricadute sul tessuto sociale sono delicatissime”. Per Cgil e Sunia “il rischio è di una riforma all’insegna dell’approssimazione e dell’incoerenza”.