Al tribunale di Caltagirone dove si svolgerà domani il processo per direttissima ai due attivisti che ieri mattina si sono introdotti nella base militare americana di contrada Ulmo a Niscemi si è svolto stamattina e proseguirà oggi pomeriggio un volantinaggio del movimento no Muos che presidierà la piazza antistante il palazzo di Giustizia fino a domani. Il Gip di Caltagirone dovrà decidere sulla convalida dei fermi di Salvatore Vaccaro detto Turi, di Palermo e Nicola Arboscelli, di Piazza Armerina, fermati ieri a tarda sera dalla polizia per danneggiamento aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e introduzione abusiva in luogo di interesse militare.

L’epilogo di una giornata difficile cominciata ieri mattina cn l’incursione nella base dei manifestanti che presidiano la stazione militare da settimane dopo aver denunciato che, nonostante il tavolo negoziale avviato al ministero della Difesa, i lavori per il Muos di Niscemi da parte della Marina militare americana stavano continuando.

Circostanza smentita più volte dagli americani e sottolineata anche lunedì scorso a Roma nel corso del vertice che si è tenuto con i viceministri degli Esteri e della Difesa e per la Regione siciliana con il governatore Crocetta, l’assessore regionale al territorio Mariella Lo Bello e il sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa.

Il giorno dopo la giornata di forte tensione sfociata nell’arresto dei due attivisti e nella denuncia di altri cinque, il primo cittadino di Niscemi è sconfortato: “Il clima è pesante e soprattutto siamo sconfortati dalle dichiarazioni giunte ieri dal ministero della Difesa – dice a BlogSicilia, La Rosa -. Vanno condannati sempre e comunque gli atti di violenza ma la mia comunità è esasperata. Dietro le parole del ministro che definisce “indispensabile” l’impianto del Muos, ci pare di leggere una sentenza già scritto e dubitiamo che i lavori della commissione che entro fine maggio dovrà stabilire se ci sono impatti negativi sulla salute dalle radiazioni delle parabole del Muos possano venire altre decisioni se non quella di far continuare i lavori” dice il sindaco che poi continua: “Il territorio non vuole questo impianto. Se proprio lo considerano indispensabile, lo costruiscano da qualche altra parte. Io le dico, che seppure si dovesse stabilire che l’impianto non si realizzerà, mi costituirò parte civile in un procedimento per chiedere i danni su quanto stiamo subendo. Anche da un punto di vista patrimoniale. Niscemi è un paese che non ha valore”.

Parole che trovano concorde anche l’assessore regionale Mariella Lo Bello: “Siamo preoccupati – dice l’esponente del governo regionale che ha firmato insieme al governatore Crocetta la revoca delle autorizzazioni alla Marina militare americana per l’installazione delle parabole a Niscemi -. Il ministero parla di indispensabilità di una postazione militare, noi parliamo di salute dei cittadini. E se proprio è così indispensabile, si vedrà di farlo in un altro posto. Noi rispetteremo l’esito degli studi sulla salute”. 

Sul blitz degli attivisti di ieri e sugli arresti di due manifestanti, la Lo Bello però distingue: “Io non ho capito perché ci sono ancora manifestazioni e ancora meno capisco i disordini di ieri. Dopo l’ultimo incontro a Roma ci è stato assicurato che nella base militare non ci sono lavori in corso e di certo né i militari né gli operai sono entrati nella postazione. Non c’è bisogno di esasperare gli animi con azioni inutili” conclude l’assessore che oggi chiederà un’interlocuzione diretta con il ministero della Difesa che ieri ha diffuso la nota, a supporto delle dichiarazioni rese dal console generale degli Stati Uniti in Italia, in cui parlava di un impianto “indispensabile per la sicurezza nazionale”.

edd