A una settimana dallo sciopero generale del 31 maggio e in attesa della sentenza del Tar Sicilia che il 9 luglio dovrà esprimersi su due ricorsi del ministero della Difesa contro l’interruzione dei lavori, il Coordinamento regionale dei comitati No Muos promuove per oggi venerdì 7 giugno una mobilitazione nazionale per ribadire con forza il ‘no’ al sistema di comunicazioni satellitari gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, in fase di realizzazione a Niscemi.

Oltre che davanti alla base americana, manifestazioni sono in programma in molti centri siciliani. Un presidio-volantinaggio, promosso dal Comitato di Base NoMuos/NoSigonella, è previsto anche a Catania, a partire dalle 18, in via Etnea, davanti la Prefettura. Altre iniziative sono previste anche a Roma, Torino, Pisa, Bologna e Milano,

“Ribadiamo che – scrivono in una nota i promotori della mobilitazione – il Muos in costruzione è nocivo per la salute dei siciliani; nel breve e medio periodo l’esposizione alle sue onde elettromagnetiche provocherebbe gravissime patologie, come tumori di vario tipo, leucemie infantili, infarti, melanomi, linfomi, malformazioni fetali, sterilità, aborti, mutazioni del sistema immunitario. L’impianto militare grava su un territorio già stuprato dal Petrolchimico di Gela e dalle 46 antenne NRTF, le cui emissioni elettromagnetiche violano sistematicamente, dal 1991, i limiti previsti dalla legge”. Secondo il Comitato “l’ambiente circostante all’installazione, per il raggio di decine e decine di chilometri verrà progressivamente devastato e reso sterile, mentre l’agricoltura, patrimonio produttivo delle aree circostanti, subirà pesanti e indelebili danni”.