A Palermo la manifestazione nazionale “No Muos”, contro l’installazione del sistema satellitare di comunicazione della Marina americana presso la base di contrada Ulmo, a Niscemi, nel nisseno. Un corteo è partito da piazza Politeama e attraverserà il centro fino a Palazzo d’Orleans, sede della Regione Siciliana.

Oltre 2 mila persone stanno manifestando in piazza a Palermo contro il Muos, l’impianto satellitare in costruzione all’interno della base americana di Niscemi. Lo scorso 20 luglio il presidente della Regione, Rosario Crocetta, aveva evocato lo stop ai lavori di realizzazione, sollevando forti malumori da parte degli attivisti e delle forze politiche. Per vigilare sullo svolgimento della manifestazione sono impegnati circa 200 uomini tra polizia, carabinieri e vigili urbani. Tantissimi gli slogan contro il Presidente della Regione Rosario Crocetta, accusato di essere “scappato” da una manifestazione pacifica.

E’ un dovere essere contrari al Muos per motivi di salute, perché si fa violenza alla nostra terra e perché la presenza militare è incompatibile con l’Isola che è da sempre terra di pace e non violenza“. Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando, presente al corteo dei “No Muos”, contro l’installazione del sistema satellitare di comunicazione della Marina americana presso la base di contrada Ulmo, a Niscemi, nel nisseno.

Presenti alla manifestazione, tra gli altri, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il leader di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero. Tra i presenti gli assessori Agnese Ciulla e Giusto Catania. Diverse le bandiere No Muos, di Rifondazione comunista e Sinistra Ecologia e Libertà.

“Siamo qui a Palermo perché siamo contro la realizzazione del Muos e riteniamo vergognoso il comportamento del governo regionale e di quello nazionale di lavarsene le mani. Lo sviluppo della Sicilia non può passare attraverso la militarizzazione del territorio”. Lo ha detto il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, a Palermo, per la manifestazione “No Muos”.

“Dobbiamo batterci affinché la Sicilia non si trasformi in un avamposto militare. La nostra isola, in un momento di tensioni nell’area del mediterraneo, deve ritornare ad essere un ponte di dialogo per un mare Mediterraneo di pace”. Lo ha detto il deputato regionale del Pd, Fabrizio Ferrandelli, partecipando al corteo “No Muos” a Palermo.

Tutti contro la realizzazione del sistema radar americano a Niscemi. E tutti contro Rosario Crocetta, ‘colpevole’ di un clamoroso dietrofront. A vigilare mezzi e forze dell’ordine che hanno garantito misure straordinarie di sicurezza. Ad aprire il corteo lo striscione “No Muos no alla guerra, assediamo i palazzi del potere” e dietro, a suon di musica e colpi di fischietto, tra centinaia di bandiere, anche quella multicolore della pace e la trinacria, i cittadini di Niscemi, le ‘mamme No Muos’, attivisti da tutta Italia e tra loro i No Tav.

Hanno aderito, tra gli altri, Cobas, Cgil, Idv, Sel, Verdi, Rifondazione comunista e il Comune di Palermo. Tra gli striscioni spiccano le scritte “I bambini di Niscemi non sono le vostre cavie”, “Crocetta servo degli americani”, “No Muos No mafia”, “Giu’ le mani dalla nostra terra, studenti No Muos”, “Lavoro e diritti, no guerra” e “Niscemi lager”. Molti indossano bandana, cappellini, spillette e magliette con il logo della protesta. Le più agguerrite sono le mamme del comitato contro il Muos, che si sono presentate, una trentina, con un foglio al collo con la scritta “non siamo cavie”.

“I nostri figli non sono cavie di nessuno – dice Concetta Gualato presidente del Comitato delle mamme No Muos di Niscemi- non possiamo aspettare altri 20 anni per capire se il Muos può essere la causa di malattie per loro. Da anni siamo già cavie degli Usa per la presenza delle 46 antenne, Niscemi è un paese malato la maggior parte delle donne ha problemi di tiroide, i nostri bambini si ammalano di leucemia e c’e’ un elevata percentuale di sterilità. Noi continueremo a lottare come possiamo”.

Visibile il gonfalone della città di Palermo, mentre uno striscione è stato srotolato sulla facciata di Palazzo delle Aquile, cosi’ come sulla sede dell’Ars da ieri occupata da una decina di manifestanti. Il corteo attraversa le vie Ruggero Settimo, Cavour, Roma, Maqueda, Stabile, Vittorio Emanuele. Obiettivo: piazza Indipendenza, davanti alla presidenza della Regione, dove l’allerta e’ massima e i dipendenti sono stati fatti allontanare. Anche il governatore, del resto, non ci sarà: il comitato per l’ordine e la sicurezza, infatti, gli ha chiesto di stare lontano da Palermo.

In strada anche Salvatore Borsellino: “Sono qui insieme, ai cittadini siciliani, per impedire che contro la nostra terra venga perpetrata l’ennesima violenza. Il governo regionale e’ stato non solo debole, ma contraddittorio e ondivago. Prima si era opposto a queste centrali di morte, poi si e’ tirato indietro”.

Scandendo lo slogan “Urla forte contro il Muos che paura non ne hai dalla Val Di Susa all’isola non ci fermeremo mai” e ancora ‘Stiamo arrivando, occupiamo subito’, il corteo dei No Muos, con circa 1.500 persone, è arrivato a piazza Indipendenza. La zona è presidiata dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Cinque blindati proteggono il portone del Palazzo.

I manifestanti si trovano tra Palazzo d’Orleans, sede della Regione, e l’ingresso secondario di Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale. Proprio dai balconi del Parlamento i dieci no Muos che da ieri occupano l’aula hanno srotolato degli striscioni. In segno di ‘sfida’ alcuni manifestanti si sono fermati a una distanza di meno di un metro dagli agenti che presidiano il Palazzo, scandendo slogan contro il governatore della Sicilia Rosario Crocetta e al grido ‘assedio’.

Dalle mura del giardino dell’Assemblea, inoltre, i tre parlamentari dei Cinque Stelle Stefania La Rocca, Giampiero Trizzino e Giorgio Ciaccio, che occupano Sala D’Ercole insieme ai manifestanti, hanno srotolato uno striscione con scritto la “Sicilia ripudia la guerra No al Muos”.

Il corteo No Muos ha raggiunto la piazza antistante palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana ieri occupata da un gruppo di attivisti e il cui ingresso e’ stato bloccato dalle forze dell’ordine. “Siamo cinquemila”, urlano.

Il corteo ha salutato i grillini e i compagni che hanno esposto da una finestra la scritta “Assediamo la Regione”. Uno sparuto gruppo ha insultato la polizia. E’ seguita una nervosa trattativa perché si consenta a chi e’ dentro l’Assemblea di uscire e unirsi a loro senza conseguenze. “Assedio, Assedio”, gridano.

“Senza i nostri compagni non ce ne andiamo”. Cosi’ un manifestante parlando con un megafono ha incitato la piazza “No Muos”, a Palermo, a non smobilitare, in attesa che i dieci attivisti, che da ieri occupano l’aula del Parlamento siciliano, scendano evitando di essere identificati e denunciati.

Accordo raggiunto tra manifestanti e Digos. Sono 12 quelli della delegazione che andranno a prendere i dieci che stanno scendendo dal secondo piano. La Digos ha pero’ dato disposizione che quelli asserragliati scendano fino al piano terra del palazzo e la delegazione di 12 manifestanti dalla piazza. Li prenderanno all’uscita per scortarli fino a fuori dal palazzo.

Questa manifestazione è stata un fallimento, c’era poca gente rispetto al grosso problema che rappresenta per la salute il Muos di Niscemi“. Lo dice Francesco Terranova del Movimento ‘No Muos Sicilia’, presente in piazza a Palermo. Per il militante il motivo del flop “e’ stato la presenza di bandiere di partiti politici al corteo”.

“Il nostro è un movimento trasversale di gente, che non si identifica in un partito o in un altro – aggiunge – Noi denunciamo il rischio per la salute che provocano le onde elettromagnetiche del Muos e delle 46 antenne per tutti i siciliani”.