Sono dieci e provengono da tutta la Sicilia gli attivisti No Muos che hanno occupato Sala d’Ercole, l’aula parlamentare dell’Assemblea regionale siciliana che si trova all’interno di Palazzo dei Normanni.

“Non ce ne andremo da qui – dice a BlogSicilia, Elvira Cusa, uno degli occupanti –  fino a quando Crocetta non sospenderà i lavori per l’installazione delle antenne americane a Niscemi”. Elvira è di Niscemi, con lei ci sono altri nove ragazzi che provengono da Piazza Armerina e Messina.

I dieci, tutti ragazzi, sono entrati a Palazzo dei Normanni pagando il ticket turistico e poi hanno scavalcato i cordoni, intrufolandosi nell’aula. Entrati a Sala d’Ercole si sono a una finestra e  hanno srotolato alcuni striscioni No Muos.

“Siamo disposti a rimanere qui a oltranza. Siamo per la pace – aggiunge Elvira – e per una Sicilia libera dagli insediamenti militari americani”. Poco dopo sono intervenuti alcuni agenti della Digos che hanno parlato con gli attivisti.

Il ‘blitz’ dimostrativo è stato compiuto a meno di 24 ore dalla manifestazione nazionale No Muos che si svolgerà proprio a Palermo. Attese migliaia di persone da tutta la Sicilia.

In serata, gli attivisti No Muos hanno diffuso da sala d’Ercole un comunicato stampa in cui ribadiscono le ragioni dell’occupazione: “Il MUOS è uno strumento di sopraffazione militarista e di insensibilità verso la salute delle persone. Serve a fare la guerra, a pilotare i droni per neutralizzare il rischio dell’obiezione di coscienza, ferire la carne viva del popolo niscemese.
Il movimento NO MUOS – spiegano ancora gli attivisti – si oppone al fatalismo rassegnato con cui qualcuno vorrebbe farci credere che tutto questo sia inevitabile, che la soggezione del presidente Crocetta verso le autorità statunitensi sia l’unico abito che il popolo siciliano può indossare in questo momento cruciale della nostra vita collettiva.
Gli attivisti e le attiviste che in spirito sinfonico con il corteo di domani hanno occupato oggi l’ARS, sentono con forza che è necessaria una ribellione in grado di sprigionare la forza d’urto che cova nel petto di ogni persona libera.
Non ci limitiamo a dirlo: pratichiamo questa convinzione con la tenacia dei nostri corpi disposti a resistere ad oltranza, fino a che la prese di coscienza del popolo siciliano determinerà lo smantellamento della base NRTF di Niscemi e verrà liberata la Sughereta”.