Un ospite d’eccezione stamane a Palermo nei locali del padiglione 33 dell’ex ospedale psichiatrico di via La Loggia dove la cantante israeliana Noa ha visitato il centro di accoglienza per donne rifugiate che aprirà i battenti a breve. Integrazione sarà la parola chiave della nuova struttura, nata nell’ambito del progetto Comunità urbane solidali, finanziato dalla Fondazione con il Sud e coordinato dal Cresm.

Noa, che stasera si esibirà al Teatro Massimo di Palermo insieme all’orchestra sinfonica giovanile del Conservatorio Bellini e ad alcuni bambini delle scuole, ha incontrato un gruppo di minori sbarcati a Lampedusa adesso alunni della Scuola di italiano dell’Ateneo palermitano.

Il dialogo interculturale e la pace devono essere perseguiti in tutti i modi possibili, anche attraverso la musica, perché, come ha ribadito la cantante, bisogna non solo eliminare i conflitti ma soprattutto ricercare le proprie radici scavando nella memoria. Soltanto conoscendo meglio se stessi e gli altri si possono evitare grandi tragedie.

“Sono onorata di essere qui – ha commentato – e voglio ricordare tutti i conflitti presenti nel mondo con la citazione che si trova al museo della Shoah di Gerusalemme che ammonisce sull’origine delle grandi tragedie spiegando che avvengono non solo perché i cattivi fanno qualcosa, ma anche perché i buoni non fanno niente. Qui vedo tanti buoni che fanno molte cose giuste e questo riempie il cuore”.