Doveva essere una manifestazione parallela volta a palesare al circo mediatico locale e nazionale, i cui occhi sono in questi giorni puntati sul capoluogo etneo al seguito del Capo dello Stato, questioni e problematiche che gravano sul territorio catanese paralizzandone lo sviluppo, opprimendone le potenzialità, annientandone le aspettative. Si è ridotta a qualcosa di più vicino ad un corteo scolastico nelle presenze, nei termini, nelle modalità di spiegamento.

Alcune centinaia di dimostranti, per lo più giovanissimi, hanno infatti aderito nella mattinata di oggi all’appuntamento promosso da un comitato battezzato ‘Cittadini e Cittadine Catanesi contro i Circhi Istituzionali e l’Austerity’ e dai ragazzi di Giovane Rivoluzione che hanno aperto il corteo.

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Rendez vous nella centrale piazza Roma davanti alla Villa Bellini, i manifestanti, confezionando con degli ombrelli colorati la scritta “No Crisi” e preceduti da uno striscione recitante “NapolitaNO Austerity”, hanno portato in corteo lungo la via Etnea un “fantoccio” tricolore raffigurante un re, intonando cori e slogan contro la crisi, le banche e le politiche di rigore finanziario ed economico.

Accuse non soltanto nei confronti degli ultimi governi Monti e Letta, ma critiche dirette anche all’appena costituito governo Renzi e al primo cittadino di Catania Enzo Bianco, reo di aver “organizzato una festa in un momento in cui ci sarebbe ben poco da festeggiare”.

Presenti alcuni esponenti dei centri sociali, una nutrita e rumorosa rappresentanza di studenti delle scuole “De Felice Giuffrida – Olivetti” e “Turrisi – Colonna”, nonché un gruppo di militanti del Movimento Cinque Stelle identificabili dalle bandiere e dal manifesto “i poveri non possono aspettare”. Fra i manifestanti anche un gruppo di No Muos.

Contro Napolitano, definito dal dirigente nazionale Giuseppe Bonanno Conti “il presidente più amato dalle banche ed alto esponente da oltre 50 anni di una casta di politicanti privilegiati e parassiti”, si è schierata anche Forza Nuova, i cui attivisti hanno affisso in alcuni punti nevralgici della città degli ironici striscioni di “benvenuto” con la scritta “Napolitano non ti vogliamo”.