Fra soli quattro giorni scadrà la convenzione fra Regione-Ismett-Umpc e di fatto non e’ ancora stato messo nulla nero su bianco e le associazioni dei trapiantati e delle persone in attesa di trapianto sono ancora sul piede di guerra. Lunedì 30 marzo, alla vigilia della scadenza del rinnovo, avrà luogo un sit-in di protesta in piazza Ottavio Ziino a Palermo davanti la sede dell’assessorato regionale alla Salute.

Per le strade di Palermo campeggia un manifesto dell’Astrafe, l’associazione siciliana per il trapianto di fegato, allo scopo di far firmare una petizione per salvare il fiore all’occhiello della sanità siciliana. Sul manifesto uno slogan che e’ un messaggio forte e incisivo:  “La vita non ha prezzo. Non giocate con Ismett”.

Raccolte già 24.502 firme, ma la preoccupazione cresce col passare delle ore. Lo scorso 17 marzo si e’ svolto, sempre davanti la sede dell’assessorato un altro sit-in di protesta. E’ stata proprio l’Astrafe a far partire la petizione per salvare l’Ismett.

In questi anni l’Ismett ha curato oltre 50.000 pazienti. Ad oggi 1.700 pazienti adulti e 150 bambini hanno effettuato trapianti e sono rinati a nuova vita.

Ma la struttura svolge anche ricerche scientifiche e gode di grande fama a livello europeo. Dà lavoro a 850 tra medici e operatori l’85% dei quali sono siciliani. Umpc è un Ente no profit americano leader nel settore dei trapianti che ha speso circa 9 miliardi di dollari nella ricerca per trasferire all’Ismett teconologie e brevetti all’avanguardia.

Oggi 120 medici siciliani sono tornati a lavorare qui grazie proprio all’Umpc, medici che prima lavoravano in centri d’eccellenza fuori dalla Sicilia.

Qualche settimana fa un giovane 35enne di Modica in gravissime condizioni per aver contratto l’influenza suina da virus A\H1N1 e’ stato ricoverato proprio all’Ismett, l’unico centro in tutta la Sicilia capace di curare questa malattia.

In una Regione come la nostra in cui la sanità e’ un settore che presenta molte criticità si stenta a credere che serva tanta mobilitazione per salvare un centro d’eccellenza molto efficiente che ha salvato tante vite umane e che ha invertito i flussi migratori diminuendo i cosiddetti “viaggi della speranza”.