Testimonianza di antichissime tradizioni narrative, i pupi siciliani di Mimmo Cuticchio, erede di una delle più antiche famiglie di ‘opranti’ e cuntastorie, trovano dimora stabile nel Palazzo Branciforte di Palermo.

Si tratta di centonove pupi di scuola palermitana, 39 scene teatrali, 9 cartelloni pubblicitari e due piani a cilindro. Una collezione composta da pezzi unici databili tra il 1830 ed il 1960, passati dal capostipite della famiglia Giacomo, morto trent’anni fa ai figli, e adesso donati da questi ultimi alla Fondazione Sicilia dove tutti potranno ammirarli e conoscerli.

L’allestimento, curato proprio da Mimmo Cuticchio presso un’ala del Monte dei Pegni di Santa Rosalia del palazzo, segue precisi percorsi tematici: ci sono gli animali ed i personaggi fantastici, i giganti, i soldati cristiani e quelli pagani, gli eroi e le donzelle, e poi i fondali e i cartelloni.

Il tutto a poche centinaia di metri dallo storico teatrino della famiglia Cuticchio in via Bara all’Olivella, dove Mimmo continua a narrare, anzi ‘cuntare’, di santi, migranti, papi, paladini.
Una scelta, quella di dare una casa stabile ai pupi, che non rispecchia semplicemente la volontà di tramandare una tradizione; per Cuticchio quasi un dovere morale nei confronti delle marionette che ama come figli e verso un patrimonio di inestimabile valore che ha recentemente ottenuto il riconoscimento Unesco.

“L’uomo può fare quello che vuole – dice Cuticchio con evidente gioia in un giorno per lui importante – può anche rischiare la vita, ma non è giusto far rischiare i pupi. Per me sapere che i pupi hanno un tetto è fondamentale. Noi fratelli volevamo innanzitutto mettere al sicuro i pupi di famiglia, quei pupi tra i quali siamo nati e cresciuti, e questo palazzo è degno di ospitarli.
Nel passato non abbiamo mai voluto venderli o darli a nessuno, persino a Parigi ce li avevano chiesti, un museo importante li voleva, ma io non potevo permettere che i pupi emigrassero”.

Un’occasione unica – gli fa da eco Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia – per i pupi siciliani che sono una categoria del teatro di figura che tutto il mondo merita di conoscere. Credo che dare una casa tanto autorevole a dei reperti così importanti sia una cosa di assoluto rilievo. Quello di Palazzo Branciforte con Cuticchio è un incontro di cultura e non di semplice ‘museificazione’: i pupi ora si trovano in un luogo della memoria che rappresenta però anche un rimedio alla povertà di questa città. I pupi in fondo sono l’altra faccia della storia della povertà: con i pupi si offriva in passato al povero la possibilità di sorridere a poco prezzo”.

In programma a Palazzo Branciforte un fitto calendario di attività didattiche legate al nuovo allestimento, che sarà eccezionalmente visitabile anche il 7 ed 8 dicembre dalle 9,30 alle 19,30.