In 114 anni di storia, il Palermo ha centrato, con la vittoria sul Novara, la nona promozione in Serie A. Accompagnata da una tifoseria che non ha mai mollato la squadra, la società ha conquistato la risalita nel massimo campionato dopo solo un anno di B e con cinque giornate d’anticipo.

Proprio come aveva promesso il patron Maurizio Zamparini. Stavolta la previsione del presidente è stata azzeccata e il Palermo torna in paradiso, dopo un avvio tribolato con l’avvicendamento tra Gattuso e Iachini (alla quarta promozione in serie A) sulla panchina.

E’ una storia di alti e bassi quella del Palermo, fatta di campioni (Mattrel, Anzolin, Galli, Causio, Benetti, Furino, Toni, Cavani solo per citarne alcuni) ma anche di momenti bui, come quelli della radiazione e della serie C/2.

La società fu fondata infatti da Ignazio Majo Pagano il primo novembre 1900, con la denominazione di Anglo Panormitan Athletic and Football Club. L’ultima impresa, la più celebrata, è datata 2004 e fu davvero una rinascita dopo 31 anni nelle serie minori.

Quello era il Palermo della coppia Zamparini-Guidolin, legati da un lungo rapporto di odio e amore. Era una squadra fenomenale con Zauli, Corini, Grosso e Toni. Le soddisfazioni arrivavano a grappoli e il Barbera era sempre stracolmo. L’anno dell’esordio in Serie A il Palermo raggiunse, per la prima volta nella sua storia, la qualificazione in coppa Uefa, obiettivo centrato anche nelle due stagioni successive.

Sotto la guida di Delio Rossi nel 2009-2010 i rosa infransero ogni record precedente e sfiorarono la qualificazione alla Champions League per due punti di distacco dal quarto posto. Nel 2010-2011 arrivò anche la terza finale di Coppa Italia nella storia del Palermo, persa contro l’Inter per 3-1 in uno stadio Olimpico tutto colorato di rosa e di nero.

La precedente promozione risale alla stagione 1971/72, con Ninetto De Grandi in panchina e Renzo Barbera presidente. Dura poco, però, l’avventura del Palermo nella massima divisione: nel giro di una stagione i rosanero vengono spinti nuovamente nel baratro dei cadetti.

Oltre una generazione di palermitani non ha mai assaporato il gusto inebriante della Serie A. Una utopia fino a quando il Palermo è rimasto in mano ai dirigenti palermitani. La svolta è arrivata con Maurizio Zamparini e le sue disponibilità economiche che hanno spezzato un incantesimo più che trentennale.

Poche le soddisfazioni precedenti. Tra il ’74 e il ’79 il Palermo, che allora militava nel campionato cadetto, fallì per un soffio in finale la conquista della Coppa Italia rispettivamente contro Bologna e Juventus. Piccoli traguardi prima della radiazione, decretata il 9 settembre 1986 per un buco economico che rappresenta un’inezia rispetto alle voragini finanziarie delle società di calcio dei giorni nostri.

Ma allora il commissario straordinario della Figc fu inflessibile, e il Palermo ricominciò dal girone D della C/2 con una nuova compagine societaria fondata il 7 gennaio 1987 e guidata dal presidente degli industriali siciliani Salvino Lagumima.

Da Majo Pagano, attraverso il settimo posto degli anni ’30, all’ottavo nel ’61/62 con Casimiro Vizzini alla presidenza, alla doppia promozione di Zamparini, il passo non è stato breve e neppure privo di traumi, compresa la retrocessione dello scorso anno in un mare di polemiche tra tifosi e dirigenza.

L’amore è però rinato grazie alla grande cavalcata dei rosanero verso la A e il Barbera, adesso, puo’ tornare verso il “tutto esaurito”.