Continua la protesta dei ragazzi accorsi la notte di Capodanno nel nuovo locale di Palermo, il ‘Primo‘, inaugurato proprio la notte di San Silvestro. Oggi, infatti, i componenti del gruppo costitutito su Facebook “Hangover, Capodanno 2012…. Ladri, ridateci i soldi!, si riuniranno davanti il Commissiarato di polizia in via Bentivegna 58. La protesta è scoppiata a causa dei molteplici disservizi e problemi riscontrati dagli avventori che hanno pagato 40 euro per il ‘party esclusivo’. “Non vi siete nemmeno preoccupati delle conseguenze dell’aver costipato 3000 persone in un posto – scrive sul gruppo di Facebook Livio Mandalari – dove non c’entravano! Per riuscire a bere ti dovevi ‘scannare’ con le persone in fila e ammesso che ne uscivi vivo. Prima di 40-50 minuti non riuscivi ad avere nulla”.

Un capodanno da incubo per circa 4 mila persone. Teatro dello “scandalo” – secondo quanto si legge dai tanti commenti sulla pagina Facebook : «Vergogna, schifo, incompetenza, inettitudine”. Questi gli aggettivi più ricorrenti per descrivere la serata di San Silvestro».

«Non possono far entrare più di 3.600 persone in un luogo in cui ne entrano al massimo 2000 – scrive Giuseppe -. Non si possono avere 15-20 addetti alla sicurezza, sono troppo pochi. Non si può far pagare 5 euro al guardaroba se poi si mette tutto a casaccio e per riprendere le giacche bisogna aspettare un’ora e mezza. E poi – conclude Giuseppe nel suo commento – non si può lasciare la gente senza spumante per brindare. Insomma sono disgustato. Vergognatevi!!!”.

Il Dj Nunzio Borino, anche lui coinvolto nelle proteste scoppiate al Primo afferma: «Condivido in pieno le lamentele espresse da tutti coloro che hanno riscontrato problematiche organizzative relative alla serata di ieri al Primo, non potendo che definirmi anch’io una “parte lesa”. Ritrovarsi in un club sovraffollato, senza i sufficienti controlli, riscontrando un alto livello di disorganizzazione e incorrendo infine in una chiusura anticipata di due ore (dunque con una line up sostanzialmente falcidiata del 40%), non è certo ciò che un professionista si augurerebbe per il suo lavoro. Questo per dire che tutti i dj, invitati a suonare il 31 notte, non solo non potevano prevedere che la situazione sfuggisse di mano a tal punto a gestori e organizzatori, ma si ritengono danneggiati e delusi, al pari del pubblico accorso. Si tende purtroppo a imputare indifferentemente a dj, pr, proprietari e direzione artistica colpe e inefficienze… Ma non è così semplice. Inviterei tutti, dunque, a fare chiarezza intorno a ruoli e responsabilità, tenendo presente che in questi casi i soggetti danneggiati sono, oltre ai paganti, anche coloro che si trovano a lavorare in situazioni problematiche come questa».

Ma ciò che più sconvolge è che, secondo quanto racconta chi ha partecipato alla serata, sarebbe bastato veramente poco perché tutto potesse finire in tragedia. Un piccolo incendio, una piccola rissa e quei tre piani sarebbero potuti diventare una trappola mortale per molti. Per fortuna non è successo nulla di grave. E il giorno dopo si parla di “rimborso” e “class action” contro gli organizzatori”.