Una notte di colloqui a Roma per il governatore siciliano Rosario Crocetta. Quella appena trascorsa è stata una notte semi insonne. La capitale garantisce anonimato e dunque pressioni minori da parte di stampa e alleati non desiderati.

Ma la notte porta consiglio così oggi Crocetta potrà riunire la sua maggioranza siciliana a Palermo con l’obiettivo di chiudere l’accordo per
la formazione del nuovo governo. Dentro dovrebbero esserci anche i ‘cuperliani’. una convivenza difficile alla quale hanno lavorato e continuano a lavorare i pontieri del Pd che, a dire il vero, vengono da entrambi gli schieramenti.

Il punto di partenza è l’azzeramento ma anche quello sembra possa essere più di facciata che non reale. L’ok strappato al governatore, infatti, non è garanzia che si proceda realmente in questo senso anche se lo stesso Crocetta, ieri sera, lo ha dichiarato di sua sponte alle agenzie di stampa ed a chiunque lo chiamasse al telefono: “azzero tutto e tratto con tutti”.

Un “tratto con tutti” mai sentito prima in realtà che sembra, dunque, essere frutto degli incontri romani di lunedì e di ieri con i big del Pd. Il silenzio dei ‘cuperliani’ la dice lunga sulla difficoltà del confronto anche perchè nonostante lo si voglia far passare per cosa fatta in realtà l’accordo è tutt’altro che chiuso.

Ieri lo ha detto chiaramente il segretario del Pd Fausto Raciti: “Per quel che ne so, non è stato chiuso nessun ‘patto’. C’è stata la richiesta da parte del presidente della Regione di riaprire un ragionamento sul governo della Sicilia nell’eventualità di un azzeramento del governo regionale e ho dato la disponibilità ad un confronto, a sederci davvero attorno ad un tavolo un minuto dopo che Crocetta avrà dimostrato con i fatti questa volontà”.

Oggi, dunque, dal governatore si attende la formalizzazione di questo azzeramento della giunta. Crocetta dovrebbe avocare a se tutti i mandati di tutti 12 assessori, un poco come avviene subito dopo la proclamazione ed l’insediamento del presidente della Regione

Ma perchè, dopo l’azzeramento, nasca la nuova giunta i tempi non sono così rapidi. L’Udc ha convocato gli organi di partito per sabato mentre il Pd non ha avviato alcun confronto formale. L’accordo ci sarebbe con il Pdr, ma su quello il governatore può contare a prescindere dalle scelte.

Ma i veri temi sono due. L’azzeramento della giunta serve a disinnescare le mozioni di censura a Scilabra e Vancheri ma anche a depotenziare la mozione di sfiducia che il centro destra prepara al governatore e che sarà presentata domani, secondo gli annunci fatti ieri.

L’altro grande tema, però, è quello del bilancio. Accontentare Roma e ripacificarsi con i ‘cuperliani’ serve a tentare l’avvio di un dialogo col governo Renzi sul come aiutare la Sicilia a chiudere il bilancio. Senza soldi romani, infatti, il bilancio non si può fare. Il buco è, in realtà, una voragine impossibile da colmare.

Insomma l’azzeramento potrebbe essere una manovra tecnica di un presidente con le spalle al muro che tenta l’ennesima furbata. ma lui, Crocetta mette subito in chiaro: “Sicuramente non può essere un accordo di potere, sarà una intesa programmatica su una serie di riforme sia col Pd sia col resto dei partiti di coalizione. Il mio obiettivo è rafforzare l’alleanza all’interno  dei rapporti di maggioranza”.

In ballo, oltre al governo, ci sono anche gli assetti interni al Pd, a livello istituzionale e di partito. Intanto, il centrodestra si spacca a sua volta anche se nega che ci siano problemi “I rinvii sono legati alle richieste di Crocetta che era assente – dice Nello Musumeci a BlogSicilia – non ci sono problemi nella coalizione e domani presenteremo la nostra mozione di sfiducia così come voteremo compatti la censusra alla Scilabra con voto palese ed appello nominale. L’assessore ha fatto malissimo ma quel male che ha fatto è solo una piccola parte dei danni del governo Crocetta. la Scilabra è solo una emissaria”

Crocetta, dunque, si gioca le sue carte e se mette a posto tutte le tessere del mosaico potrebbe fare pace con il Pd e mettere in piedi una giunta nella quale dieci dodicesimi vengano riproposti magari in posizioni diverse per sostituire solo il neo arrivato Gerratana e la sua donna Michela Stancheris per la quale è già pronto un posto nella segreteria personale del Presidente. Insomma un ritorno a casa per la bergamasca di Sicilia.

Per la mozione di sfiducia, poi, servirebbero 46 voti. l’opposizione, qualora votasse con assoluta compattezza, ne conterebbe 40 compresi i voti grillini. Se recupererà il pd per intero Crocetta potrà passare indenne. D’altronde anche i detrattori del governatore all’interno della sua stessa maggioranza ad iniziare da cuperliani saranno disposti a rinunciare a incarico, stipendio e benefit visto che decadrebbero anche loro?