“Siamo di fronte a una sentenza che farà storia e di cui si parlerà per molto tempo. Questa archiviazione rappresenta un grande vittoria non solo per gli indagati, ma per tutto il naturismo siciliano”.

Commenta soddisfatto Leonardo Rosso, presidente dell’associazione “Unione naturisti siciliani”, l’accoglimento della richiesta di archiviazione da parte del gip del Tribunale di Agrigento Stefano Zammuto in merito all’accusa di atti osceni in luogo pubblico nei confronti di un gruppo di nudisti presenti sulla spiaggia di Torre Salsa il 5 agosto 2012. Tra i soggetti denunciati dalle forze dell’ordine, gli iscritti all’associazione Uns sono stati rappresentati dall’avvocato Jean Pascal Marcacci, presidente a sua volta dell’associazione Aner e impegnato nella difesa dei naturisti su tutto il territorio nazionale.

La sentenza conferma gli ultimi orientamenti della giurisprudenza, in particolare dopo le assoluzioni che rispettivamente lo scorso ottobre e dicembre hanno riguardato due gruppi di naturisti presso il Lido di Dante in provincia di Ravenna e al Cesano di Senigallia.

A marzo del 2013, il pm aveva avanzato la richiesta di archiviazione parlando di “infondatezza della notizia di reato” e facendo riferimento al “modificarsi dei costumi sull’intero territorio nazionale, mode e mass-media”, nonché delle “diverse, concrete circostanze”.

Dalle fotografie e i filmati presentati, nessun atto di esibizionismo è stato riscontrato nel tratto di litorale all’interno di un’oasi naturista gestita dal Wwf e nella quale viene usualmente praticato il nudismo.

“Alla luce di questa sentenza spero che le forze dell’ordine possano iniziare a fare una giusta distinzione tra naturisti e ‘trasgressivi’ – precisa Leonardo Rosso –, interrompendo quello che a livello nazionale ha tutta l’aria di essere una persecuzione a carico dei naturisti, e focalizzando la loro attenzione solo sui responsabili di atti osceni in luogo pubblico che con i loro comportamenti minacciano la tranquillità dei naturisti stessi”.