“Dopo due anni cambia mezza giunta e avvisa l’altra mezza che potrebbe cambiarla. Perché li cambia? Quali sono i limiti e gli errori? La risposta la potranno solo immaginare, perché  il sindaco Orlando fa così, e se non vi sta bene non è un problema suo”.

Con questo giudizio si apre una nota congiunta dei consiglieri comunali di Idv Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti. “Il sindaco Orlando – proseguono i due consiglieri – ha il dovere di fare un bilancio sui problemi non risolti dalla sua giunta e di indicare proposte e soluzioni, sulla base di ciò si potrà esprimere un giudizio sui cambi effettuati e se questi sono adeguati alle soluzioni individuate. Se non si fa’ ciò, tutto somiglia a un cambio di persone e non di scelte. Palermo ha bisogno di una giunta che sappia cambiare passo e che sia in grado di discutere con la città e il consiglio comunale. In questo rimpasto, ci pare che l’unico vero grande assente sono i contenuti. Speriamo, che prima o poi, tornino protagonisti”.

LEVA DEMOCRATICA – “Auguri di buon lavoro ai nuovi assessori della giunta Orlando, ma nessuno pensi che questo basti a risolvere problemi che rimangono tutti sul tappeto”. Così Sandro Leonardi, capogruppo di Leva Democratica a Sala delle Lapidi, commenta la nomina del nuovi assessori del comune di Palermo.

“Il vero lavoro – continua Leonardi – è quello della programmazione e non è stato nemmeno cominciato. Basta pensare al crollo della Vucciria, alla gestione del personale, a una cabina di regia usata come slogan pubblicitario per le conferenze stampa, ai contratti di servizio dai costi esorbitanti come quello di Rap e agli altri che ancora non si sa quando saranno prodotti. Nel momento di più bassa popolarità e in assenza di qualunque progettualità, il sindaco prima si scaglia contro Crocetta e poi fa un rimpasto che visto il livello precedente potrà fare soltanto meglio, anzi poteva essere più incisivo, ma che si scontrerà inevitabilmente con la debolezza di un sindaco che non ha alcuna voglia di pagare prezzi politicamente significativi per il bene della città. Con 8.000 dipendenti comunali, senza contare le partecipate, di cui il 10% andrà via nei prossimi anni, pensiamo davvero di sostituirli con i dipendenti Gesip anziché fare un concorso per diplomati e laureati per aumentare il tasso tecnico, culturale e produttivo dell’amministrazione? Dobbiamo fare della Rap una azienda che funzioni e costi meno: questi sono i rimpasti che ci interessano”.

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