Il governo si è affrettato a smentire, ma Mario Monti continua a restare l’incubo numero uno degli italiani, popolo di tartassati. Nel decreto sulle semplificazioni fiscali è stata inserita alla Camera, a sorpresa, una norma che potrebbe essere considerata come una Imu-bis. La nuova tassa di scopo nelle mani dei sindaci si comporta come l’Imu ed è una vera e propria tassa sul mattone per finanziare le opere dei Comuni.

Fonti governative hanno smentito le voci sull’arrivo del balzello, spiegando che si tratta di una tassa di scopo già esistente, che non c’è nulla di nuovo: è un opzione per i Comuni disposta dal precedente governo. L’unica cosa che è stata modificata è il riferimento normativo che prima era all’Ici e ora è all’Imu.
La notizia è stata data dal quotidiano ‘La Repubblica’ secondo cui c’è il rischio che arrivi un Imu-bis per finanziare le opere dei comuni: i sindaci, prevede una norma del dl fiscale, potranno finanziare la costruzione o manutenzione di opere nelle proprie città inasprendo ulteriormente la tassazione sugli immobili. Si tratta della vecchia imposta di scopo rivisitata con un emendamento approvato qualche giorno fa ma con modifiche: durerà al massimo 10 anni, il doppio di quanto era previsto dalla vecchia imposta di scopo; finanzierà il 100% delle opere, non più il 30 e sarà estesa alle prime case .

L’Imu-bis ammonterebbe al 5 per mille e peserebbe soprattutto su tutte le case.   L’imposta di scopo era stata istituita da Prodi con la Finanziaria 2007 e doveva servire ai Comuni per coprire le opere pubbliche, ma non si applicava alle prime case. Soltanto una ventina di città la introdussero. La tassa è ricomparsa nel decreto sul Federalismo fiscale dello scorso anno, che a sua volta rimanda a un regolamento da emanarsi entro il 31 ottobre 2011. Caduto nel nulla. Ora rispunta, rafforzata e più appetibile per i Comuni, nel decreto semplificazioni: applicata per il doppio del tempo, fino a 10 anni dai 5, finanzierà il 100% delle opere, non più il 30, ed è estesa anche alle prime case.