Si torna in aula, all’Ars, nel pomeriggio nonostante sia lunedì. una scelta inusuale quella assunta dalla conferenza dei capigruppo ancor di più visto che quella che inizia oggi è la settimana di ferragosto, tradizionalmente dedicata alle vacanze in Sicilia più che altrove.

In una città di Palermo semi deserta (anche se non del tutto, visto che da qualche anno la città non si svuota più come una volta) i deputati oggi pomeriggio tornano a parlare di acqua pubblica. hanno tempo fino a mercoledì, poi l’Ars chiude per ferie. il loro programma prevede di approvare questa seconda riforma (dopo quella delle province) anche questa dai contorni non proprio chiari e definiti, ma anche di affrontare la proposta di legge sulla tassa automobilistica regionale e, soprattutto, il conto consuntivo della Regione per il 2014.

Il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, dopo aver spento la polemica sul rinvio dell’aula alla fine della scorsa settimana, adesso prepara la conferenza di chiusura dell’anno legislativo e parlando della legge sull’acqua pubblica ricorda che “L’accordo in conferenza dei capigruppo prevede che il disegno di legge venga esitato entro il 12 agosto, data di chiusura della sessione estiva dell’Assemblea. Giovedi, dopo aver approvato gli articoli 5 e 6, che rappresentano i capisaldi del disegno di legge sull’acqua, abbiamo deciso di prenderci un momento di riflessione per le norme rimanenti, vista la complessità della materia. A qualcuno è sfuggito, invece, che proprio per rispettare il termine del 12 agosto, abbiamo convocato la nuova seduta dell’Aula per lunedì, anziché martedì come da prassi”.

Ma a prescindere da questa Riforma che avrà lo stesso respiro di quella sulle province, e dalla norma sulla tassa automobilistica che potrebbe essere accantonata e rinviata, la vera urgenza è il rendiconto generale del quale non parla nessuno, naturalmente. Si tratta di riscrivere definitivamente il bilancio consuntivo 2014 della Regione ‘correggendo’ tutte quelle parti che la Corte dei Conti non ha parificato nella sua udienza. Di fatto la norma è necessaria per sbloccare la spesa che è ferma da poco meno di due mesi.

Il nuovo conto consuntivo, rifatto dagli uffici sulle prescrizioni della Corte, scarica sul bilancio in corso una serie di spese non approvate nel bilancio dello scorso anno e rende ancora più complessa la gestione di questo bilancio. Il nuovo conto generale dovrà essere formalmente approvato oggi dalla giunta che torna a riunirsi per questo e ne approfitta anche per affrontare il tema dell’emergenza cinghiali. Anche quest’ultima un emergenza molto nota per trattare la quale erano state presentate interrogazioni, richieste di interventi e così via ma nessuno se ne era preoccupato. Bisognava aspettare la vittima anche per calmierare le posizioni degli animalisti e degli ambientalisti.

Ma tornando all’Ars, oggi dovrebbe completare le riforma dell’acqua, mentre la giunta dovrebbe trasmettere il rendiconto generale 2014. Un veloce passaggio in commissione, domani l’incardinamento e mercoledì i voti finali su entrambe le norme.

A settembre, al rientro, però, bisognerà fare i conti degli effetti che il nuovo rendiconto generale 2014 avrà sul bilancio di previsione 2015 e dunque sulla situazione corrente e diventerà obbligatorio procedere ad un assestamento di bilancio prima di parlare del 2016. sarà probabilmente questa serie di difficoltà a prolungare la legislatura e far slittare qualsiasi eventuale nuovo intervento finalizzato alle elezioni anticipate. Crocetta non sopravvive per qualche deputato in aula in più o in meno ma, per assurdo, a tenere in via il suo governo e proprio l’approssimazione con cui sono governati i conti regionali che necessitano di continua manutenzione per galleggiare.

E nello stanco caldo d’agosto, nel frattempo, la politica si attrezza in vista della battaglia dio settembre sulla sopravvivenza del governo. nasce, così, quella federazione di piccoli partiti che un anno fa fu alla base della diaspora di Articolo 4,formazione destinata a diventare il secondo socio di maggioranza del governo ma spaccatosi su questa scelta e poi confluito per metà nel Pd e ora per l’altra metà, Sicilia democratica, nel Pdr.

Il nuovo gruppo che nascerà dall’accordo fra Pdr e Sd potrà contare su 10 deputati. “Il progetto politico federativo tra Sicilia Democratica e PDR – affermano gli onorevoli Totò Lentini, capogruppo di Sicilia Democratica all’ARS, e Giuseppe Picciolo capogruppo del PDR – nasce dall’esigenza di coordinare l’azione di due forze molto vicine per cultura e visione politica e per offrire un sostegno più strutturato al governo regionale. La nuova Federazione guarda con attenzione ai Riformisti, ai Popolari ed ai Liberali ai quali apre le porte in un momento di ridefinizione dei ruoli dei Partiti”.

La Federazione “Sicilia Democratica – PDR” ha incontrato nei giorni scorsi la Segreteria nazionale del PD per rappresentare, fra le righe, la propria consistenza. di fatto è un attacco frontale all’udc che si è accreditata, in queste settimane come seconda forza stringendo un patto di consultazione con Pd che tanto ha fatto infuriare proprio i cespugli vistisi messi a margine della coalizione. Questa la loro reazione anche se adesso bisognerà comprendere cosa farà il Megafono. Sceglierà di federarsi a sua volta o resterà distinto con il rischio di rimanere l’ultimo cespuglio di questa contorta foresta?