Sceglie l’appuntamento che nel giorno della Liberazione ha dedicato al ricordo di Giovanni Falcone in via Notarbartolo il presidente della Regione, Rosario Crocetta per rianimare la polemica con il suo partito. Nei giorni scorsi il segretario regionale, Fausto Raciti aveva incontrato il vicesegretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini per riportare i motivi principali della querelle che oppone il Pd siciliano al suo governatore e chiedere una mediazione nazionale.

Crocetta non molla, però. Anzi: “Sono bambini non nati, per dirla alla Pasolini. Lascia che i morti seppelliscano i loro morti… Io sono un essere vitale fino all’ultimo respiro. Ho altro da fare in Sicilia che occuparmi delle polemiche del Pd. Non mi interessa parlarne e, poi, davanti all’albero Falcone dove sono venuto per celebrare la liberazione del 25 aprile”.

“Quando dovevano far parte del governo Cuffaro non c’era tutta questa pruderie nel Pd, così come nella giunta Lombardo. Basta. Io mi sono scocciato”, aggiunge. Nei prossimi giorni Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, arriverà a Palermo per tentare di ricucire le anime dilaniate del partito. “Lo incontrerò…”, taglia corto Crocetta. E poi riflette: “Dite che in aula non avrei i numeri per governare eppure le leggi vengono approvate. E nei prossimi giorni approveremo altri provvedimenti economici”. Dietro l’angolo c’è l’esame del disegno di legge definito ‘Finanziaria bis’.