E’ quasi tutto pronto per il nuovo “concorsone-scuola”. Tra qualche settimana, infatti, dovrebbe uscire il bando per il triennio 2016-2018 relativo alla selezione di 63.700 cattedre.

Pochi giorni fa Stefania Giannini, ministra della Pubblica Istruzione, ha sottolineato l’impegno del governo a dare alla scuola, in tempi rapidi, «tutti i docenti di cui hanno bisogno per esercitare concretamente la propria autonomia»; in aggiunta alla necessità di «tornare finalmente alla Costituzione, prevedendo che d’ora in avanti si possa salire in cattedra solo per concorso».

L’obiettivo del MIUR, nel rispetto di quanto previsto nella legge 107 del 2015, è quello di pubblicare il bando del max concorso entro il prossimo1 dicembre per fare in modo che le prove concorsuali si svolgano entro la primavera 2016. La Giannini  ha già chiesto al Ministero dell’Economia di autorizzare il bando, per il triennio 2016-2018, di 63.700 cattedre.

Il bando è quindi atteso entro la fine di questo mese, tanto che “Il Sole 24 ore”, in questi giorni, ne ha anticipato i principali contenuti.

La ripartizione delle cattedre dovrebbe seguire questo schema: 16.300 per gli istituti superiori, 13.800 per le medie, 15.900 per la primaria, 6.800 per la scuola dell’infanzia e 10.900, per gli insegnanti di sostegno e per quelli rimanenti dall’ultima fase, la C, della maxi tornata di stabilizzazioni prevista dalla legge 107/2015.

Il piano di reclutamento per il triennio 2016-2018 prevedrebbe inoltre la stabilizzazione dei circa 30mila precari inseriti nelle graduatorie a esaurimento che non si è riusciti a immettere in ruolo quest’anno Complessivamente, nel prossimo triennio, il Miur ha conteggiato circa 93mila posti vacanti.

Per quanto concerne le prove d’esame, il Miur sta pensando di eliminare dal concorso scuola le prove preselettive (quella del test di informatica, logica, lingua, comprensione del testo) per la secondaria ma non per la primaria e per la scuola dell’infanzia. Ciò vuol dire che la selezione per accedere al concorso varierà in base all’indirizzo di scuola:  la preselezione, infatti, non prevista per la scuola secondaria, sembra confermata sia per la scuola primaria che per quella dell’infanzia, dove ci saranno maggiori candidati rispetto alla scuola secondaria.

Per la scuola primaria, oltre alla prova preselettiva è richiesta anche la conoscenza minima della lingua inglese.

La prova scritta, non più contenutistica, dovrebbe essere orientata alla presentazione di una lezione, svolta mediante computer based.

Anche la prova orale, come fu per il concorso Profumo, dovrebbe basarsi molto sulla presentazione di una lezione, ma con l’introduzione di nuovi elementi (ancora non decisi in forma definitiva).

I candidati interessati al nuovo “concorsone” dovrebbero essere, secondo i calcoli del ministero  della pubblica istruzione, circa 250mila.

Il“concorsone” sarà riservato solo agli abilitati, permettendo, quindi, la partecipazione dei docenti in possesso di Tfa e Pas che dovrebbero consentire l’abbassamento dell’età media del corpo docente.

A tal proposito ricordiamo che la legge 107/2015 prevede al comma 110: ” A decorrere dal concorso pubblico di cui al comma 114, per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto possono accedere alle procedure concorsuali per titoli ed esami, di cui all’articolo 400 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 113 del presente articolo, esclusivamente i candidati in possesso del relativo titolo di abilitazione all’insegnamento e, per i posti di sostegno per la scuola dell’infanzia, per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, i candidati in possesso del relativo titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità”.

A cura del prof. Orazio Bianco. Per maggiori approfondimenti clicca qui