“Noi siamo distinti e distanti da questo governo e da Crocetta, ma come avevamo detto saremo presenti per le riforme importanti”. Francesco Cascio, coordinatore regionale di Ncd e deputato all’Ars, commenta così il voto finale sul ddl sui liberi consorzi che pone fine all’esistenza delle nove Province siciliane.

“Oggi la nostra presenza in Aula ha permesso di avere il numero legale per l’approvazione del Ddl sulla riforma delle Province – ha aggiunto -. Agli amici di Forza Italia che ci hanno accusato di servilismo diciamo che non e’ assolutamente così, abbiamo urlato in faccia al presidente la nostra distanza con questo governo, ma le battaglie si vincono dentro le istituzioni e non facendo muro contro muro”. Cascio si è anche rivolto ai “partiti politici che occupano militarmente la maggioranza e che oggi, per dissidi sulle poltrone, non sono stati in Aula”.

Il capogruppo dell’Udc all’Ars Mimmo Turano festeggia l’approvazione del ddl:“Siamo enormemente soddisfatti per il completamento della riforma delle province ma il varo di questa legge non può e non deve essere considerato un punto di arrivo”.

“Con l’approvazione della legge sui liberi consorzi e le città metropolitane – spiega il presidente dei deputati centristi – mettiamo fine ad un quadro di incertezza che ha fatto male alle istituzioni e ai cittadini, penso soprattutto ai dipendenti delle ex province, e iniziamo quel percorso di riforme che l’Udc ha sempre chiesto con forza e che avrà nel ddl sull’acqua pubblica il suo secondo step”.

“Responsabilità, partecipazione, autodeterminazione”. Queste parole, secondo Totò Lentini, capogruppo di Sicilia Democratica all’Ars, racchiudono il senso della legge sui liberi consorzi e le aree metropolitane varata oggi. “L’approvazione della legge è un successo del Governo Crocetta e della maggioranza di cui si compone – dichiara Lentini. – Con i liberi Consorzi finalmente la Sicilia si allinea al contesto nazionale e recupera agli enti intermedi un ruolo di centralità nelle politiche di sviluppo territoriali”.

“Auspichiamo – sostiene Lentini – che la Regione Siciliana, come già avviene in altre regioni, progressivamente trasferisca competenze ai consorzi quali l’utilizzazione del personale della forestale per la tutela del territorio, la formazione professionale e la gestione dei servizi di utilità diretta del territorio. Naturalmente la Regione si farà carico di accompagnare i Liberi Consorzi nel percorso di costituzione fino a che non andranno a regime. Trattandosi di Enti nuovi è anche ipotizzabile immaginare assestamenti legislativi che rendano ancora più efficace la funzione del nuovo ente intermedio”.