Reazioni contrastanti tra i deputati di Palazzo dei Normanni dopo l’approvazione dei due ddl antiparentopoli e sull’ex tabella H, che fissa le regola per l’erogazione dei contributi ad enti e associazioni. Nessun tono trionfalistico però da parte della maggioranza. In molti hanno votato il due provvedimenti con poco convinzione o soltanto dietro “ordine di scuderia”.

Tra i più soddisfatti c’è Baldo Gucciardi, presidente del gruppo Pd all’Ars: “L’Assemblea ha dato dimostrazione di efficienza e qualità: abbiamo approvato due leggi importanti che segnano una svolta in settori centrali della vita pubblica regionale, penso che oggi i siciliani possano essere soddisfatti del loro parlamento. Il governo merita un plauso per avere tenuto la barra dritta, e bisogna riconoscere che il Pd ha fatto fino in fondo la propria parte: in aula e in commissione abbiamo contribuito a migliorare i provvedimenti”.

“Con il ddl sui contributi ad enti e associazioni – aggiunge Gucciardi – chiudiamo finalmente la pagina della Tabella H e degli interventi ‘ad personam’, avviando un percorso fatto di criteri rigidi e trasparenti che assegnano il sostegno pubblico solo ai soggetti che davvero lo meritano. Con il ddl sulle incompatibilità e ineleggibilità – prosegue – facciamo segnare una novità che può essere un punto di riferimento normativo a livello nazionale: si pone un confine fra l’attività istituzionale di un deputato e i propri interessi economici, se questi hanno a che fare con la Regione. Una legge necessaria e attesa: un buon segnale da parte del parlamento regionale”.

Giovanni Di Giacinto, capogruppo del Megafono all’Assemblea regionale siciliana, parla di “fine di un sistema clientelare nell’erogazione dei contributi pubblici. L’avviso pubblico previsto dalla nuova legge è garanzia di trasparenza. Grazie al presidente Rosario Crocetta anche nel settore delle assegnazioni agli enti culturali e sociali si cambia registro. In Sicilia la rivoluzione continua all’insegna della legalità, della trasparenza e della par condicio garantita a tutti gli enti che operano nell’Isola e che si rivolgono alla regione per un sostegno finanziario”.

Meno entusiasta a Marco Forzese, presidente della I commissione dell’Ars e deputato di maggioranza appartennte del gruppo dei Democratici riformisti per la Sicilia. “Avremmo potuto incidere meglio sul sistema delle incompatibilità e delle ineleggibilità, con una legge che interveniva anche nel sistema dei rapporti di parenti e affini dei deputati regionali che, francamente, aumenta come descrivono anche recenti indagini, i conflitti di interessi in capo ai parlamentari con i cosiddetti ‘affari di famiglia’. Ma da settembre di buzzo buono lavorerò con la I commissione per una legge anticorruzione seria, per la quale ho già attivato una collaborazione con il questore di Palermo, Nicola Zito, che ha dato frutto ad una bozza di ddl pronta per l’esame parlamentare”.

Sulla stessa linea del collega di gruppo Giuseppe Picciolo, presidente dei Democratici riformisti per la Sicilia all’Ars che vede l’approvazione dei due ddl come un punto d’inizio. “Le nuove norme sulle ineleggibilità e le incompatibilità rappresentano solo l’inizio di un percorso che deve prevedere ulteriori provvedimenti di legge che mettano al riparo da eventuali conflitti di interessi, anche parentali, l’esercizio del mandato parlamentare. Sono certo che il presidente Crocetta e la I commissione Affari istituzionali presieduta da Forzese possano lavorare da settembre ad ulteriori norme che in tal senso rendano immune da qualsiasi conflitto il ruolo del parlamentare regionale e di componente del governo”.

L’abolizione della tabella H per Picciolo “è un passo avanti rispetto al passato, sia in termini di stile che nella gestione del denaro pubblico in maniera trasparente e con condizioni di parità per i beneficiari. Con questa nuova legge si apre un corso nuovo. Siamo certi che il governo regionale avrà le giuste attenzioni verso le associazioni che si occupano dei disagi sociali, della disabilità e
della lotta alle malattie gravi”.

“Una legge beffa”, così Nello Musumeci, presidente della commissione Antimafia definisce il testo del ddl antiparentopoli. “Mentre i siciliani chiedono alla politica trasparenza e sviluppo, il governo Crocetta risponde col fumo negli occhi di una legge-beffa per nascondere la paralisi socio-economica a cui è stata condannata l’Isola. Un testo modificato nove volte in due settimane, un testo che cancella ogni iniziale riferimento alla parentela, un testo che rinvia i suoi modesti effetti alla prossima legislatura è solo offesa alla sete di pulizia che emerge dalla società nei confronti della classe politica dirigente. Per questo, il nostro Gruppo non ha dato il voto favorevole”.

Un giudizio nettamente negativo su entrambi i provvedimenti arriva dal Partito di Siciliani – Mpa attraverso il vicecapogruppo all’Ars, Vincenzo Figuccia. “Una volta che il ddl antiparentopoli è approdato in Aula il lavoro fatti in I commissione è andato perso, con una norma che è solo l’immagine sbiadita di ciò che avrebbe dovuto essere. Una norma ripulita, anestetizzata. Priva di ogni vero provvedimento contro i parenti e gli amici, restano norme ridicole prive di significato amministrativo e politico. Con i nostri emendamenti, talmente logici ed ovvi da risultare inaccettabili per il Governo, abbiamo provato a migliorare il testo, ma non restano che poche cose… una legge che prevede l’incompatibilità con la bocciofila ma non impedisce i favoristimi e i clientelismi. Ci chiediamo dove siano coloro che si erano detti felici di una vera norma contro parentopoli. Dove sono i grillini di fronte alla vuotezza di questa legge?“.

“Con la legge sulla Tabellona H – aggiunge Figuccia – si è sostituito un sistema imperfetto con un sistema imperfettissimo, che affida tutto alla massima discrezionalità del Governo. Malgrado i numerosi tentativi di miglioramento e di dialogo con il Governo, non possiamo che registrare la totale chiusura del Presidente Crocetta volta a sostituirsi non solo al Parlamento, ma anche alla sua stessa maggioranza e ai suoi stessi Assessori. Non possiamo che prendere atto del fatto che il Presidente Crocetta ha tarpato le ali agli stessi deputati della maggioranza che hanno provato ad apportare dei correttivi, così come le ha tarpate a quegli Assessori che avevano fatto un lavoro certamente meritevole di sintesi fra le diverse esigenze. Oggi invece che far sparire i numerosi enti beneficiari della ex Tabella H, aumentano solo i poteri discrezionali del Presidente della Regione. Quasi nullo è lo spazio dato alle Province che hanno tante emergenze oltre quelle già ricordate delle scuole; ci sono le emergenze legate ai dipendenti, ai servizi, alle società partecipate.”

Sulla stessa linea le dichiarazioni di Toti Lombardo, deputato del Partito dei Siciliani e figlio dell’ex governatore Raffaele. “La legge che è arrivata oggi in Aula è nei fatti una legge vuota, che ha risentito del comportamento ondivago del Governo e del Presidente Crocetta. Una legge presentata in prima battuta molti mesi fa che è poi stata condizionata non dall’interesse reale del Governo per questo tema, quanto piuttosto dall’interesse personale del Presidente della Regione alla visibilità mediatica. Una politica quindi dettata dalla cronaca e dall’opinione pubblica, fatto di per sé non negativo ma il cui risultato è però estremamente deludente, perché non cambia nulla nei fatti”.

Per Malco Falcone, deputato del Pdl, “l’ex tabella H è solo norma d’immagine. La legge che avrebbe dovuto riformare il sistema di erogazione dei contributi regionali alle associazioni, istituti, enti e altre realtà siciliane (ex tabella H) si e’ rivelata una norma che, non solo, non risolve i problemi, ma crea ulteriori aspettative”.

“Con la norma di oggi – aggiunge Falcone – non solo mortifica quelle realtà come l’Unione Italiana Ciechi e Ente Nazionale Sordomuti che svolgono una straordinaria funzione tipizzata, esclusiva e strumentale nei confronti di categorie deboli, ma prevedendo la possibilità di far partecipare chiunque susciterà sicuramente nuovi appetiti. Nessuna certezza sui tempi, nessun riferimento alle modalità di erogazione, ma, esclusivamente, altra norma immagine che non risolverà, anzi aggraverà i problemi di un settore già in gravissima crisi”.