Continua senza sosta l’emergenza immigrazione sulle coste siciliane. Ad arrivare nella nostra Isola, anche migliaia di minori non accompagnati per i quali il governo regionale si appresta a chiedere a Roma lo stato di emergenza.
Secondo i dati disponibili al 30 maggio, quelli ospitati in Sicilia sono 3.188. Appena due mesi fa, ovvero al 31 marzo, erano 1.842.

Un numero cresciuto a dismisura e che si appresta ad aumentare ancora. A lanciare l’allarme anche Save the Children, che ad aprile ha presentato una proposta di legge sul sistema di protezione e accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che è adesso all’esame del Parlamento e che si spera possa essere approvata entro l’estate.

I minori provengono soprattutto da Somalia, Gambia, Egitto, Siria, Eritrea. Come hanno raccontato molti di loro, orfani, scappano dalla guerra e dalla povertà. Non meno frequente è il caso di coloro vengono mandati in Italia dai genitori con la speranza che possano trovare un lavoro per sostentare la famiglia, spesso molto numerosa, rimasta nei paesi d’origine.

I Comuni siciliani, sui quali grava il costo dell’assistenza ai minori stranieri, non possono più far fronte alle spese necessarie, quantificabili in circa 230 mila euro al giorno.

Nella fattispecie, la retta giornaliera per ogni minore, ospitato in comunità alloggio o casa famiglia, ammonta a circa 70 euro, soltanto 20 delle quali rimborsate dal ministero delle Politiche sociali. Ai Comuni non resta altro che bussare alle porte del governo nazionale, presentando richieste di rimborso rispetto alle quali è difficile ipotizzare che possano avere esito positivo.

L’assessore regionale alle Politiche sociali, Giuseppe Bruno, ha annunciato che la Regione sta lavorando per creare degli standard di qualità che prevedano dei centri di primissima accoglienza con figure specializzate per aiutare i minori. Intanto i Comuni non possono essere lasciati soli ed i minori necessitano di aiuto.

Il governo regionale si augura che domani venga approvato in conferenza Stato-Regioni un accordo che prevede che i costi per mantenere i minori siano tutti a carico del governo nazionale. Intanto la regione siciliana chiederà la proclamazione dello stato di emergenza, come già accaduto nel 2011, nella speranza che arrivino maggiori risorse per i minori e che gli interventi di assistenza a loro favore possano essere meglio coordinati.

Mantenere i minori ospiti in Sicilia è la punta dell’iceberg di una serie di problematiche che è necessario affrontare. Prima tra tutti, la loro tutela, evitando che vengano reclutati dalla criminalità come spesso accade ai minori che scappano da centri di accoglienza e comunità alloggio.

Per coprire le spese per le rette dei minori, ai Comuni servono circa 20 milioni di euro che dovrebbe stanziare il governo regionale, contestualmente al reperimento di nuovi posti presso le Ipab. Secondo una stima potrebbero essere già disponibili oltre 300 posti per adulti e circa 150 per minori, cui si aggiungerebbero altri 600 posti, dei quali 300 per minori, dopo la ristrutturazione di alcune edifici.