Si dirada la nebbia che avvolge il giallo sull’omicidio di Maria Concetta Velardi, la vedova di 59, anni assassinata a colpi di pietra il pomeriggio dello scorso sette gennaio. Perché la Procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio, e lo ha fatto due settimane fa, tre persone, una delle quali è il figlio della vittima, il sottufficiale della Marina Angelo Fabio Matà che quel pomeriggio scoprì il corpo senza vita della madre. Per lui il doppio ruolo di parte lesa e adesso anche di indagato.

Ma chi sono gli altri due? Sono un giovane e una persona anziana. Per una questione di privacy di loro diffondiamo solo il nome di battesimo pur conoscendo il cognome e le generalità degli avvocati difensori. Il giovane si chiama Agatino, non ha ancora compiuto trent’anni e si trovava nel cimitero all’interno del quale svolgeva piccoli lavoretti in cambio di qualche spicciolo, spesso sistemava fiori. Quel giorno ere lì e per questo gli investigatori lo hanno più volte sentito. Il secondo invece è un uomo anziano, ha superato la settantina, si chiama Rosario e sta poco bene di salute tanto che il suo avvocato ha deciso di non nominare alcun perito per presenziare ai lavori della polizia scientifica di palermo che sta analizzando un paio di capelli trovati sotto le unghie di Maria Concetta Velardi e potere così individuare eventuali tracce del dna dell’assassino. Ma non solo questo: si sta anche lavorando sui tabulati telefonici di tutti gli indagati per un’accurata ricostruzione degli spostamenti di ognuno.

Per dovere di cronaca bisogna sottolineare che gli inquirenti hanno tenuto a precisare che l’iscrizione sul registro degli indagati è solo un atto dovuto, uno di quei passaggi a tutela degli indagati perché possano difendersi nominando dei consulenti nelle indagini soprattutto quelle scientifiche che in questo modo sono atti irripetibili. Ammettendo a denti stretti che si continua a brancolare nel buio. Una cosa però emerge dall’inchiesta, che la morte, al momento inspiegabile della signora Maria Concetta Velardi , non è per nulla un giallo in quanto ci sono già degli indagati. Un primo passo che potrebbe far emergere qualcosa di interessante e non far diventare questo caso un “cold case”, senza l’assassino.