Il Coordinamento Palermo Pride 2013 – Arcigay interviene in merito all’omicidio di Massimo Pandolfo, l’uomo ucciso con 40 coltellate nella zona del Teatro del Sole a Palermo il 26 aprile scorso. Il delitto, per il quale è stato fermato un 17 enne che ha poi confessato, è stato causato da un alterco avvenuto dopo un rapporto sessuale a pagamento tra il ragazzo e la vittima.
Per il pm Geri Ferrara che conduce l’inchiesta ci sono diversi aspetti da chiarire. Il minore non avrebbe potuto agire da solo.

Arcigay Palermo chiede adesso rispetto e lo fa puntando il dito contro “alcuni titoli di giornali che propagandano un’idea profondamente omofoba degli “ambienti gay”: leggendo queste notizie, si ha l’impressione che la comunità omosessuale sia un covo di pericolosi malfattori, un ambiente in cui vengono organizzati abitualmente omicidi e crimini.

Una rappresentazione influenzata da pregiudizi – si legge ancora nel comunicato diffuso da Arcigay – che contribuisce a diffondere e a rafforzare l’omofobia nel nostro Paese. In questo modo la stampa si rende complice delle discriminazioni e dei crimini d’odio che rendono l’Italia fanalino di coda nel rispetto dei diritti umani e civili in Europa. Una rappresentazione negativa che non può non richiamare, del resto, l’immagine che i media danno dei migranti, dei sinti e dei rom, o a quella dei femminicidi, ancora spesso etichettati come “crimini passionali”.

“Chiediamo rispetto per la vittima di un efferato omicidio”, spiega Flavio Romani, presidente di Arcigay.

“Non si è mai letto sulla stampa di omicidi negli ambienti eterosessuali, eppure i femminicidi allignano proprio nello squilibrio dei rapporti tra uomo e donna. L’insistenza morbosa sulla presunta sessualità della vittima nel raccontare quell’omicidio non si giustifica se non nei pregiudizi di chi ha scritto e pubblicato quegli articoli. Nell’omosessualità non c’è nulla di scabroso e quell’uomo, e la sua intimità, dovevano essere rispettate dai media”.

“Il Pride nazionale che quest’anno si terrà a Palermo, è l’occasione per porre l’accento su come i media affrontano la questione lgbt a livello locale e nazionale – dichiara Titti de Simone, coordinatrice del Palermo Pride 2013. Spesso anche in questo campo siamo molto distanti dallo “stile” dei media stranieri. Palermo Pride 2013 sarà l’occasione per misurare e se è il caso denunciare quanta cultura omofoba alberga anche nel campo dell’informazione. Particolarmente curioso, che a Palermo, città ospitante il Pride nazionale con il patrocinio delle istituzioni, in alcuni casi passino messaggi così carichi di pregiudizio e offensivi nei confronti del mondo lgbt”

È proprio per analizzare l’approccio della stampa italiana ai temi LGBT, e per proporre l’adozione di una nuova etica della comunicazione che il coordinamento Palermo ha organizzato il convegno “Orgoglio e pregiudizio: i temi lgbt nella stampa italiana”, con la presenza, tra gli altri, di Maria Laura Rodotà, Pierluigi Diaco, Delia Vaccarello
(Unità) il 18 maggio a villa Niscemi, sede del Comune di Palermo.

ve.fe