La Cgil e la Slc Cgil di Palermo chiedono a Comune e Regione l’apertura immediata di un tavolo per discutere del futuro della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana. Se, infatti, palazzo d’Orleans ha riconfermato un finanziamento di 9 milioni di euro alla Foss, i 162 dipendenti dell’istituzione regionale, tra tecnici e musicisti, non percepiscono gli stipendi (e la quattordicesima) dal mese di giugno.

Una contraddizione che salta agli occhi: il sindacato, che ieri ha ottenuto qualche rassicurazione dai dirigenti dell’assessorato al Turismo, è in pressing con il presidente della Regione Crocetta per dissolvere ogni dubbio e conoscere la reale volontà di mantenere in vita la prestigiosa fondazione.

Pretendiamo una risposta chiara, a un tavolo serio che dia certezze sulle risorse disponibili e sulla programmazione e che entri nel merito delle questioni con una visione nuova della produzione culturale – dichiarano il segretario della Cgil di Palermo Enzo Campo e il segretario della Slc Cgil di Palermo Maurizio Rosso – I lavoratori hanno fatto enormi sacrifici, rinunciando da un anno e mezzo al 20 per cento dello stipendio per risanare una realtà che era sull’orlo del fallimento, con 7 milioni di debiti. Ma adesso sono esasperati e non possono vedere questo sforzo andare in fumo. Anche i compensi dei primi sei mesi sono arrivati a giugno. Se la Regione ha deciso di confermare lo stanziamento sia conseguente e paghi gli stipendi. La Cgil e la Slc non sono più disposte a tollerare altri ritardi”.

Il sindacato, nel riconfermare piena stima al commissario ad acta Gianni Silvia per l’impegno e le iniziative volte a riavvicinare il Teatro Politeama alla città come i concerti in piazza, ritiene necessario che siano ripristinati gli istituti democratici e legali della fondazione, ovvero il consiglio d’amministrazione e il sovrintendente. Al tavolo con la Regione e con il Comune di Palermo secondo la Cgil devono essere chiamati a partecipare anche Confindustria, Confcommercio, Confartiginato, il sistema delle cooperative e il Turismo.

“Il Teatro Politeama deve puntare all’eccellenza, alla bellezza, a una qualità di culturale di grande respiro – dicono Campo e Rosso – Per fare questo si deve partire da una rimodulazione dell’organizzazione del lavoro, valorizzando in modo polivalente le professionalità del settore tecnico, e favorendo forme di esodo incentivato.

Il nuovo corso deve promuovere la collaborazione tra la Foss, il Teatro Biondo e il Teatro Massimo, l’apertura di un book-shop e di un ristorante all’interno del teatro, l’organizzazione anche mattutina di concerti nella sala rossa e nella sala gialla aperti a studenti, pensionati e turisti e la ricerca di sponsor che leghino il loro nome all’immagine della Foss. Solo puntando in alto le sale del teatro potranno essere piene”.