“I lavoratori dell’Orchestra sinfonica siciliana si rivolgono a banche e finanziarie per avere dei prestiti, ma vengono respinti, e alcuni si sono rivolti agli usurai”. Ad affermarlo è Ferdinando Caruso, Fistel-Cisl, descrivendo la gravissima situazione dei 140 dipendenti della Fondazione, alle prese con problemi finanziari e di programmazione.

L’ ultimo stipendio percepito dai lavoratori è di febbraio, e i soldi stanziati dall’Ars a fine maggio, circa 4,5 milioni di euro, non sono ancora arrivati nelle casse della Foss. “I dipendenti – continua Caruso – hanno estreme difficoltà a far fronte a spese quotidiane, mutui, e rate degli strumenti. Si fa fatica pure per i biglietti dell’ autobus per arrivare in teatro. Un paio di mesi fa c’ è stato il tentato suicidio di un dipendente, e qualche collega esasperato ogni tanto minaccia di salire sul tetto e di buttarsi giù. Si è calpestata la dignità dei lavoratori e nessuno paga”.

Nel frattempo, le attività sono sospese dall’ 8 giugno, e negli ultimi 3 giorni il teatro Politeama è rimasto chiuso (ufficialmente per “disinfestazione”). “I mandati di pagamento – spiega Gianni Silvia, commissario straordinario Foss – arriveranno tra qualche giorno alla tesoreria regionale. Poi l’ invio alle casse della Foss dipende dai tempi tecnici. Sarà girato alla Fondazione il 70% della cifra, mentre la quota restante sarà ricalcolata nell’ottica della variazione di bilancio della Regione, che prevede di stanziare ulteriori 4,4 milioni, portando il totale annuo a 9,5 milioni, salvo modifiche all’ Ars. Sono fiducioso”.

Il direttore artistico Francesco Di Mauro ha predisposto una bozza di calendario estivo low-cost, ma non si sa se verrà realizzato. Invece la programmazione 2014-2015 dipende dai fondi inclusi nella variazione di bilancio regionale, senza i quali è impossibile predisporre il bilancio previsionale 2014 della Foss, e quindi il cartellone invernale.

E’ stato invece quasi completato il bilancio consuntivo 2013, che dovrebbe essere pronto entro lunedì prossimo, e che si chiuderà in passivo. Sul documento contabile pesano i debiti pregressi (circa 7,4 milioni), “ma – osserva Caruso – col fondo di rotazione regionale per lo spettacolo potrebbero essere spalmati”.