La festa dell’orgoglio gay arriva anche a Palermo. Domani l’«Onda Pride» attraverserà una vasta area del centro: il coloratissimo corteo muoverà da piazza Marina e si dirigerà verso il Politeama per concludersi poi in piazza Verdi. E nel pomeriggio scatteranno chiusure al transito, mentre per tutto il giorno non si potrà più parcheggiare in piazza Marina.

Quest’anno il Pride si svolge in dieci città contemporamente: oltre a Palermo, infatti, la manifestazione si terrà anche a Catania, Bologna, Perugia, Napoli, Lecce, Alghero, Torino, Milano e Venezia.
Molte le strade chiuse al traffico nel capoluogo siciliano, che proprio lo scorso anno ha ospitato il pride nazionale.

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Dalle 16 alle 20 sarà vietato il transito nelle seguenti strade: piazza Marina, corso Vittorio Emanuele (fra vicolo delle Mura della Lupa e via Roma), via Roma (da corso Vittorio Emanuele sino a piazza Sturzo), piazza Sturzo, via Scinà (fra piazza Sturzo e via Turati), via Turati, piazza Castelnuovo, piazza Ruggero Settimo, via Ruggero Settimo e piazza Verdi. Chiusa al transito anche la carreggiata centrale di via Libertà all’altezza di via Archimede.

In occasione del Gay Pride, puntuali come ogni anno, tornano le polemiche. E se nel 2013 un cartello di associazioni cristiane aveva risposto organizzando il Family Day, oggi la ‘battaglia’ tra pro e anti gay pride si è spostata sul web. A finire nell’occhio del ciclone il “Pride Bimbi”, ovvero il ciclo di appuntamenti per i più piccoli inserito nel programma della settimana di iniziative che si svolgono di consueto prima della parata finale per le vie della città.

Appuntamenti utili, secondo gli organizzatori, ovvero le Famiglie Arcobaleno, associazione di genitori omosessuali, ad insegnare ai bambini che due persone dello stesso sesso possono amarsi liberamente, “perché si deve accettare e imparare chi è diverso fin da piccoli”.

Storie e canzoni per comprendere l’omosessualità. Lo slogan che ha accompagnato queste giornate baby-arcobaleno è infatti “GiochiAmo senza stereotipi. Educazione all’affettività attraverso il gioco”. La città però non ha riposto bene.

Su facebook e twitter c’è chi parla di “strumentalizzazione dei bambini per fare propaganda gay”, di “lavaggio del cervello”. L’apertura al mondo lgbt da parte dei più piccoli, del tutto normale per i genitori omosessuali, non è proprio andata già ai genitori etero.

Per Leoluca Orland, sindaco di Palermo, la manifestazione è “un bellissimo mosaico dove la diversità è un valore e il rispetto dei diritti è cornice, garanzia di armonia e sviluppo civile”.

A Palermo però la polemica infuria.