Pubblichiamo il comunicato della Rete dei centri antiviolenza di Siracusa

Chiudiamo la prima metà di quest’anno annunciando l’attivazione di un ennesimo sportello, quello dedicato a donne e minori glbt cioè alle persone con diverso orientamento sessuale che in quanto tali subiscono incredibili violenze, in famiglia, sul lavoro, a scuola, nella società”.

Così esordisce la Presidente della Rete dei centri antiviolenza di Siracusa, Raffaella Mauceri, presentando nel corso della conferenza stampa svoltatsi all’Asl della Pizzuta, un’iniziativa unica nel suo genere a Siracusa e fra le pochissime presenti in tutta la Sicilia.

Sempre più spesso – spiega – queste persone si rivolgono a noi per avere conforto, solidarietà e soprattutto un supporto psicologico. Questo ci ha fatto riflettere e ci ha portate a realizzare un’iniziativa specifica, lo sportello, appunto, pensato per loro. Bisogna sapere, infatti, che la violenza esercitata su queste persone è coperta dal silenzio forse più di qualunque altra perché il pregiudizio che siano soggetti affetti da una qualche vergognosa malattia o che siano addirittura dei depravati, è assai più diffuso di quanto non si pensi”.

Il servizio, che risponde al “centralino” della Rete 0931.492752, apre al pubblico ogni venerdì dalle 10,00 alle 12,00 ed è condotto da uno staff multidisciplinare composto da quattro volontarie della grande associazione fondata e diretta dalla Mauceri che conta, oggi, 130 iscritte: la dott.ssa Sofia Milazzo, psicologa, la prof.ssa Tiziana Biondi, counselor, la dott.ssa Mara Anfuso, assistente sociale presso i servizi sociali comunali di Siracusa e l’avvocato Veronica Giorgianni, legale.

Nonostante l’OMS abbia cancellato da tempo l’omosessualità dall’elenco delle patologie, moltissima gente la considera ancora una malattia/depravazione/deviazione/perversione. E c’è di più: l’omosessualità è stata depenalizzata ovunque nel mondo, ma ben 91 paesi la considerano ancora un reato e la puniscono con il carcere, e nove di questi addirittura con la pena di morte!

Noi pensiamo che questa barbarie debba sparire dalla faccia della terra – aggiunge la Mauceri – e da sempre, infatti, nei nostri corsi di formazione per operatrici dei Centri antiviolenza, includiamo una lezione dedicata espressamente alla cultura delle differenze sessuali perchè i Centri antiviolenza devono dare il loro contributo di civiltà anche in quest’ambito“.

Ci siamo attivate un paio di mesi fa, in forma sperimentale – spiega la dott. Milazzo – ed abbiamo accolto soprattutto ragazze ancora adolescenti che subiscono discriminazioni ed emarginazione soprattutto a scuola. Adesso ci siamo per così dire “formalizzate” e partiremo ufficialmente venerdì 4 settembre, ma anche per questo servizio come per tutti gli altri, vale la regola dell’emergenza nel senso che laddove la situazione fosse particolarmente grave, ci attiviamo in qualunque momento”.

L’orientamento sessuale può essere differente – aggiunge la dott. Anfuso – ma i diritti umani e i diritti civili devono essere uguali. Come assistente sociale mi capita invece di constatare che spesso a queste persone viene negato ogni diritto ed è una cosa molto deprimente cui bisogna assolutamente porre rimedio“.