Il prefetto di Palermo Umberto Postiglione esprime alcune perplessità sull’ipotesi di requisire l’Amia, avanzata dal sindaco Leoluca Orlando, e intende chiedere il parere dell’Avvocato distrettuale dello Stato per capire se ‘sussistono i presupposti per eventuale via libera alla procedura’.
‘La requisizione – dice Postiglione – è un provvedimento straordinario, che dispone l’acquisizione temporanea di beni mobili e immobili nel caso di evento improvviso e imprevedibile, che determini situazione di pericolo, ad esempio un terremoto’.

Il nodo, dunque, riguarda la possibilità di configurare l’esito di una procedura di amministrazione straordinaria di una società in crisi, come ‘evento improvviso e imprevedibile’, dal momento che nel caso di Amia, i giudici fallimentari non hanno accolto la richiesta di concordato preventivo, per cui la procedura non potrebbe che concludersi con la dichiarazione di fallimento, come prevede la legge.

‘Ho chiesto al sindaco – prosegue – di inviarmi documenti a sostegno della tesi sulla requisizione per sottoporle all’avvocato distrettuale. Ad Orlando riconosco di essersi fatto carico di situazioni difficilissime, ma in qualità di Prefetto sono obbligato a fare dei passaggi che garantiscano la piana legittimità di qualsiasi procedura’. Nel pomeriggio, i lavoratori hanno partecipato a un sit-in davanti alla Prefettura. Una delegazione di sindacalisti e’ stata ricevuta dal Vice prefetto Teresa Cucinotta e dal capo di gabinetto Rossella Trio.

Sono 2.252 i dipendenti delle due societa’, che temono per il proprio futuro occupazionale, ‘Ho avuto un colloquio telefonico con i rappresentati dei lavoratori – aggiunge Postiglione, che si trova fuori citta’ per impegni istituzionali – ho chiarito loro le mie perplessita’ e detto che il destino dei lavoratori di Amia ha due punti di forza solidissimi: il primo che le risorse per garantire loro di proseguire le attivita’ esistono e sono quelle delle Tarsu, che non possono essere destinate ad altro se non ad attivita’ di pulizia delle strade e raccolta dei rifiuti ; il secondo e’ che si tratta di un servizio indispensabile per il decoro della citta’ e la salute dei cittadini’.

Per il sindaco Leoluca Orlando gli scenari possibili sono due: la dichiarazione di fallimento e contestuale nomina di un curatore fallimentare da parte del tribunale, che dovrebbe anche incaricarlo di assicurare la prosecuzione dei servizi e delle attivita’, mentre il Comune ne garantirebbe la copertura economica; o in alternativa la requisizione della societa’ da parte del Prefetto, che dovrebbe affidarla al Comune. Le ipotesi sono state al centro di un colloquio tra il sindaco e il prefetto Umberto Postiglione, nell’ incontro a Roma. Seconda ipotesi, stoppata dal prefetto.