“La stiva del barcone affondato a 44 metri è piena di cadaveri. Uomini donne, bambini ammassati. Secondo una prima stima sono più di cento. Una scena terribile. Anche perché nel fondale ce ne sono decine e decine”. E’ il racconto di uno dei sub dei vigili dei vigili del fuoco che ha appena tirato fuori dal fondo del mare i primi 18 cadaveri che si aggiungono ai 94 recuperati in mare da questa mattina della più grossa tragedia nelle coste di Lampedusa da sempre.

Un racconto agghiacciante che dà l’idea che ancora la conta dei morti, della strage non può dirsi definitiva. Nessuno ancora a oltre 12 ore dalla scoperta dell’ennesima carneficina nel mare di Sicilia ha idea di quanto siano le vittime.  I numeri sono numeri e la verità su quanti uomini, donne e bambini siano deceduti nella tragica traversata non è stata detta.

Fino a sera sono stati trovati 94 cadaveri recuperati a terra. Adesso i pompieri ne hanno tirato fuori dall’acqua 18. Ma raccontano che ce ne sono ancora tanti. Se i sopravvissuti  sono 151 per arrivare a 500, la stima fatta dagli stessi immigrati, le vittime sarebbero 349. Al momento ne sono state recuperate 112. Ne mancherebbero all’appello 237. Un’ecatombe che si è verificata in uno dei luoghi più belli e suggestivi di Lampedusa: l’isola dei Conigli.  Il barcone a causa di un incendio e della paura che si è diffusa tra i migranti si è capovolto nella notte e poi affondato a quasi 900 metri dall’isola conosciuta in tutto il mondo.

Domani inizieranno le operazioni di ricerca e recupero dei migranti che si trovano in fondo al mare. Uomini e donne che cercavano una nuova vita scappando da nazioni in guerra. Una fuga finita in modo drammatico a qualche centinaio di metri dalla riva.