Con una nuova denuncia sotto braccio, Marcello Minasi, presidente del Comitato spontaneo “Salvare l’Ospedale Piemonte”, è tornato sabato scorso alla Procura della Repubblica di Messina.
Questa volta l’esposto è relativo all’art. 650 del Codice Penale, riguardante le “contravvenzioni concernenti l’ordine pubblico e la tranquillità pubblica”. Nel testo dell’articolo si legge: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, …”.

Il riferimento è all’Ordinanza del 5 ottobre scorso emanata dal Sindaco, Renato Accorinti, che di fatto ha bloccato lo smantellamento del Pronto Soccorso del Piemonte, intimando al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Papardo-Piemonte di “astenersi dall’attuare la rispettiva deliberazione n. 602 del 16 settembre 2015, così mantenendo nello stabilimento ospedaliero Piemonte il pronto soccorso e, con esso, tutte le unità operative che fin ora hanno operato nel Presidio in funzione di esso”.

Il Comitato nella denuncia chiede che venga rispettata la stessa Ordinanza, anche nella parte in cui si intima il ripristino dei reparti già trasferiti al Papardo e strettamente connessi col Pronto Soccorso, ovvero Chirurgia, Cardiologia, Medicina e Ortopedia, così come formulato da Minasi rivolgendosi alla Magistratura: “Va da sé che le unità operative traslocate durante l’estate al Papardo con il pretesto dell’organizzazione delle ferie, ma con il malcelato protervo disegno di preparare l’eliminazione del pronto soccorso, (v. il ns seguito alla prima denuncia in data 6/7/2015 che segnalava tale situazione con la “rimodulazione” delle unità di chirurgia e ortopedia) debbono ritornare nei locali dell’Ospedale Piemonte fino al “concreto effetto di un atto legislativo regionale” onde scongiurare i pericoli per l’incolumità ed addirittura per l’ordine pubblico ventilati”.

Minasi segnala nell’esposto pure “qualcuno degli effetti paradossali e pericolosi prodotti dall’ingiustificato e francamente sospetto accanimento e dalla fretta con cui si vuole procedere alla chiusura del pronto soccorso in centro”.

“In occasione della riunione convocata dalla d.ssa Parrinello n. q. di direttore medico di presidio – si continua nell’istanza – come si evince dal verbale del 23/9/2015 (all. n. 1), emerge con estrema chiarezza, ad esempio, che i locali destinati all’ortopedia al Papardo sono assolutamente insufficienti ad ospitare tutti i letti e le attrezzature che possano assicurare l’ intervento di urgenza: a tal fine basta la semplice lettura del verbale che si allega. Lo stesso, con ancora più allarmante chiarezza si deduce dalle dichiarazioni del dr. Sutera quanto al reparto di rianimazione (!) ove si afferma che “non è strutturalmente possibile ospitare i sei letti dell’ospedale Piemonte, il tutto mentre restano inutilizzati molti posti letto dell’ospedale Piemonte e i pazienti rischiano per l’incolumità”.

Inoltre, si segnalano due dei diversi casi, conseguenti alla mancanza degli opportuni reparti al Piemonte, con pazienti, anche con sospette gravi situazioni, sballottati a Taormina o allo Iomi di Ganzirri, per mancanza di posti negli altri nosocomi cittadini.

Il tutto, fa notare il Comitato, mentre “Il DG, che si guarda bene dal fare le assunzioni temporanee previste dalla legge per supplire a temporanee necessità (ad es. i turni feriali con cui ha giustificato l’inizio dello smantellamento), si preoccupa di assumere dermatologi e statistici”.

Quest’ultima denuncia segue quella dello scorso 9 giugno, per il trasferimento dei quattro posti di Medicina, indicando la violazione degli articoli 340 del Codice Penale (Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità); 586 del Codice Penale (Morte o lesioni come conseguenza di altro delitto); 232 (Abuso d’ufficio). Poi le precisazioni di luglio riguardanti gli altri reparti.