“Un’annata buona in termini di quantità e ottima per quanto riguarda la qualità”. Il 2015 si preannuncia come un anno buono per la raccolta delle olive in Sicilia dove, secondo il presidente regionale di Coldiretti Alessandro Chiarelli, a fare la differenza in termini di qualità saranno i tempi di raccolta e di molitura.

Parlare di numeri è ancora prematuro, dato che la campagna olearia comincerà proprio in questi giorni protraendosi sino a novembre, ma gli olivicoltori sono fiduciosi. A giocare a favore delle olive, la cui produzione l’anno scorso non è stata delle migliori, è stato il clima favorevole: le piogge, “che quando non sono torrenziali fanno bene”, e le temperature, che hanno evitato che quest’anno gli ulivi fossero attaccati dalla mosca.

“Quest’anno avremo un prodotto omogeneo – spiega all’Adnkronos il presidente di Coldiretti Sicilia – ma quello che farà veramente la differenza è il principio che si è ormai radicato nella nostra terra di anticipare la raccolta, che permetterà la produzione di un olio extravergine di altissima qualità“.

Fino a quindici anni fa, racconta Chiarelli, “la campagna di raccolta delle olive prendeva il via all’inizio del mese di novembre, all’incirca nel periodo della ”Festa dei morti” (2 novembre ndr)”. Adesso invece “le aziende che vogliono conquistare i mercati iniziano la raccolta fra fine settembre/primi di ottobre perché – aggiunge – a scapito di una resa in termini di quantità che può essere lievemente inferiore, in quanto non tutte le olive sono già giunte a maturazione, la qualità è di gran lunga superiore. Le olive verdi infatti sono quelle di qualità migliore e con un gusto più intenso”.

Ma la vera scommessa nella produzione degli oli extravergine non è solo la raccolta anticipata ma la molitura.

“Si è visto che una molitura fatta entro 4/6 ore dalla raccolta delle olive produce un olio con un valore aggiunto – sottolinea Chiarelli – Ecco perché molte aziende stanno pensando di rendersi autonome da questo punto di vista e ci sono anche notai che certificano l”ora della molitura rispetto alla raccolta”.

Un valore aggiunto dell’olio che risponde anche a una maggiore attenzione da parte del consumatore. “L’olio non è tutto uguale – spiega il presidente di Coldiretti Sicilia – Ci sono oli dal sapore più robusto che vanno bene con determinati piatti e quelli più leggeri che sono adatti a cibi come le insalate. Il consumatore sta acquisendo sempre di più questa consapevolezza e anche i ristoratori piano piano, soprattutto se di un certo livello, si trovano nella necessità di offrire ai loro clienti una varietà di scelta. Ecco perché si parla anche di una carta dell’olio”.

Una ricerca di qualità che, come precisa il presidente di Asprol Giuseppe Piccolo, va di pari passo anche con gli aumenti dei controlli da parte delle forze dell’ordine, una legislazione più puntuale, un’attenzione particolare alla tracciabilità del prodotto e all’etichettatura.

L’attenzione alla qualità nella produzione dell’olio è sempre maggiore – dice all’Adnkronos – ma bisogna anche essere consapevoli dei prezzi. Un litro d’olio extravergine non può costare meno di 7/8 euro al litro, se parliamo di una produzione totalmente italiana di qualità. Quando si vedono dei prezzi più bassi, bisogna prestare attenzione perché è evidente che qualcosa non torna”.

La produzione di olio rappresenta un mercato importante per la Sicilia. Le zone in cui la produzione è maggiore sono quelle che vanno dall’agrigentino al trapanese, “partendo da Castelvetrano e passando per Sciacca e Menfi – sottolinea Piccolo – senza dimenticare il palermitano. Qualcosa di tipico si produce anche sull’Etna, mentre nel messinese è il versante tirennico quello con una produzione migliore, basta pensare alle olive di Sant’Agata di Militello. Un mercato più di nicchia è infine quello dell’area iblea e di Siracusa”.

“Noi abbiamo nel campo dell’olio quello che è l’equivalente delle Rolls Royce se parliamo di macchine di lusso – aggiunge il presidente di Coldiretti Sicilia – La qualità della nostra produzione è riconosciuta da premi e titoli, quello su cui dobbiamo batterci è la tracciabilità che è l’unico modo per evitare la confusione nel consumatore”. E la querelle sull’olio d”importazione? Chiarelli “non la considera neanche. Non è un problema, non c’è confronto con il nostro olio”.