Dopo le polemiche a distanza dei giorni fra Riscossione Sicilia e Comune di Catania ‘scoppia’ la pace. L’occasione è stata proprio un incontro fra il sindaco Enzo Bianco e il presidente della partecipata regionale, Antonio Fiumefreddo che oggi hanno raggiunto un’intesa per trovare delle soluzioni per il recupero di almeno 150 milioni di euro derivanti da tributi ancora da riscuotere per ruoli che fino al 2010, fino a quando cioè Palazzo degli Elefanti si avvaleva di Riscossione Sicilia.

Nei giorni scorsi Fiumefreddo aveva segnalato che proprio a Catania “il Comune mantiene ancora circa 177mila cartelle riferite a cittadini non più in vita e quindi inesigibili”, una situazione che nella replica del municipio non è stata smentita.

Palazzo degli Elefanti, dopo l’incontro di oggi, garantirà l’accesso agli archivi telematici dell’anagrafe con il ripristino del collegamento on line fra gli ufficio così da verificare in tempo reale l’esistenza in vita o la migrazione dei contribuenti e consentendo così alla partecipata di incrociarli con i propri dati per individuare quei tributi ancora pendenti.

L’obiettivo è intervenire soprattutto su quei ruoli che rischiano di andare in prescrizione (per le multe, ad esempio, bastano 5 anni, per la Tarsu, invece, la scadenza è decennale) e che rappresentano un mancato gettito per l’erario.

Riscossione Sicilia, che si avvale già dell’incrocio dei dati con catasto, anagrafe tributaria ed  registri sulle compravendite degli immobili, le cosiddette conservatorie, tornerà ad avvalersi delle informazioni fornite da Palazzo degli Elefanti grazie anche ad un “gruppo di lavoro congiunto”, composto da dipendenti comunali e di Riscossione.

La task force potrebbe inviare ad operare già fra 10 giorni, mentre un tavolo tecnico seguirà i termini dell’accordo fra Comune e la partecipata regionale.

“I vertici del Comune e dell’Agente della Riscossione – si legge in una nota – hanno concordato sulla priorità da assegnare a questo compito per adempiere al dovere di equità sociale, e così assicurare che pagando tutti si paghi meno”.