Manca pochissimo all’apertura del percorso della cupola del SS. Salvatore di Palermo che da sabato 12 aprile sarà fruibile per cittadini e turisti due volte al giorno, alle 11 ed alle 16 con un biglietto di 2,50 euro, per un numero massimo di 25 persone a volta. L’anteprima per la stampa si svolgerà l’11 aprile alle 11.

L’altezza della cupola permette una visione a 360° della città di Palermo dal mare a Monreale. Si potranno riconoscere ed ammirare i più importanti monumenti cittadini dalla Cattedrale al Palazzo Reale, dal Teatro Massimo al Monte Pellegrino, insieme a tutte le cupole delle più importanti chiese del centro storico.
L’iniziativa si deve al processo di valorizzazione voluto dalla Curia arcivescovile di Palermo, da monsignore Tulipano, che ha in carico la Chiesa del SS. Salvatore, e dall’Associazione Amici dei Musei Siciliani, che da dicembre gestisce l’ingresso turistico del monumento.

La Chiesa si inserisce all’interno del percorso “Via del Sacro” promosso dal Museo Diocesano di Palermo che coinvolge numerose chiese ed oratori della città.
“Siamo contenti di offrire ai turisti ed ai cittadini un’ulteriore “prima volta”: per la prima volta apriremo un punto di vista unico sulla città, la maestosa cupola della chiesa del SS.Salvatore e questo nuovo percorso contribuirà ad arricchire l’offerta turistica cittadina nel processo di valorizzazione del centro storico che da sempre ci vede coinvolti”, dice Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente degli Amici dei Musei Siciliani.

La chiesa del S.S Salvatore ha una storia lunga ed affascinante. Risale al 1071 il primo nucleo di fondazione della chiesa insieme al convento di clausura di suore basiliane, edificato da Roberto il Guiscardo in epoca normanna.
Oggi dell’antico monastero non resta più nulla, bombardato quasi del tutto nel 1943, i resti furono inglobati in un moderno edificio che oggi ospita una scuola.

Fu uno dei conventi più ricchi della Sicilia, ad accrescerne il prestigio anche e soprattutto la tradizione che la regina Costanza d’Altavilla, ultima erede della dinastia normanna e futura madre dell’imperatore Federico II, fosse stata badessa del convento.

Si dice sia appartenuta a quest’ordine monastico anche Santa Rosalia, patrona della città. Un’iscrizione bilingue in greco e latino ricorda il ritrovamento del libro della santa all’interno della chiesa.
Nel 1528 antica chiesetta normanna per volontà delle monache venne totalmente riedificata in proporzioni più vaste. La nuova struttura aveva impianto basilicale, suddiviso in tre navate, con tre cappelle per lato e cappellone con due cappellette ai fianchi.

Nel 1682 le monache, nell’intento di possedere una chiesa che si affacciasse sulla strada principale della città, decisero di farsene costruire una nuova. Affidarono il progetto all’architetto Paolo Amato, il quale realizzò una struttura a pianta ellittica con due cappelle laterali.
Nel 1943 i bombardamenti della seconda guerra mondiale portarono al crollo parziale della cupola e di alcune parti degli altari.

Nel 1959 l’architetto Franco Minissi, riadattò la chiesa in Auditorium. Durante il nuovo allestimento al fine di risolvere il problema dell’eco e della coda sonora fu spostato l’asse prospettico dal verso longitudinale a quello trasversale.

Molti gli elementi decorativi: gli affreschi della volta della cupola con L’apoteosi di San Basilio, affreschi del vestibolo d’ingresso raffiguranti La predica di San Basilio (parete destra), La guarigione del bambino malato (parete sinistra), affreschi delle quattro virtù Fortezza, Prudenza, Temperanza e Giustizia nelle vele della volta del vestibolo realizzate intorno al 1763 da Vita D’Anna. E ancora l’Agnello mistico, cupolino dell’ ex altare maggiore opera di Filippo Tancredi del 1705; la Crocifissione e gruppo marmoreo raffigurante la Maddalena, San Michele arcangelo e San Gaetano; Incoronazione di Santa Rosalia, tela dell’attuale altare maggiore opera del romano Cedri del 1725.