Sono 67 i procedimenti disciplinari avviati dall’inizio dell’anno nei confronti dei dipendenti del Comune di Palermo dai settori Risorse umane e dal Collegio di disciplina. Lo rende noto l’amministrazione comunale a poche ore dalla divulgazione del caso del dipendente del servizio anagrafe sorpreso a giocare al pc in orario di servizio.

In realtà, precisa la nota del Comune di Palermo, si tratta di dati relativi a procedimenti per condotte che prevedono le sanzioni più gravi (da 11 giorni di sospensione al licenziamento con o senza preavviso), di cui 12 nei confronti di dirigenti e 45 nei confronti del personale area comparto e Coime.

Dei procedimenti avviati, ne sono stati definiti 44, di cui 16 nei confronti di Dirigenti e 28 nei confronti del personale area comparto e Coime.

I procedimenti conclusi hanno avuto il seguente esito: 26 archiviazioni, 14 sospensioni dal servizio e dalla retribuzione per periodi variabili (da 11 giorni a 6 mesi), 2 licenziamenti e 2 multe pecuniarie.

A quelli elencati, vanno aggiunti diverse decine di procedimenti, “decentrati”, gestiti cioè dai singoli dirigenti per condotte meno gravi e che prevedono provvedimenti sanzionatori minori, dal semplice richiamo alla sospensione fino a 10 giorni.

“Non posso però non rilevare come in qualsiasi altro posto di lavoro queste funzioni nei pc vengano disabilitate: chi è il responsabile che non ha controllato i che i giochi fossero inaccessibili per i dipendenti?”. Così il consigliere comunale Idv di Palermo, Paolo Caracausi, commenta il caso.

“Come sempre le occasioni fanno l’uomo ladro – aggiunge Caracausi – e, pertanto, ritengo che le funzioni dirigenziali e l’assessore siano i veri responsabili di questi fatti insieme alla Sispi”.