“Dall’ultimo periodo di assemblee del personale Rap che furono indicate da comune e azienda quali la causa dell’emergenza rifiuti in città, Palermo ha vissuto altre tre crisi nella raccolta, l’ultima quella di questi giorni e a differenza di allora, amministrazione comunale e società, parlano di carenza dei mezzi. Ci chiediamo perché, se a marzo si corse in Procura a denunciare i lavoratori quali causa dell’emergenza, oggi in coerenza, il primo cittadino non torni a denunciare i ‘presunti responsabili’ delle ultime tre crisi, ovvero sé stesso e la società”.

Lo denuncia Dionisio Giordano segretario regionale Fit Cisl Ambiente. “Quando, infatti, nel mese di marzo la città si ritrovò in emergenza igienico-sanitaria, l’amministrazione comunale non ebbe dubbi nell’addebitare tutta la responsabilità di quei fatti alle sole due ore di assemblee, i lavoratori diventarono immediatamente per l’opinione pubblica ‘fannulloni’ della Rap”.

“Nessuno si interessò delle motivazioni che avevano portato i lavoratori a riunirsi – aggiunge Giordano – la carenza dei mezzi, delle attrezzature, dei dispositivi di protezione individuale, l’assenza di normali condizioni di sicurezza e tutela della salute negli autoparchi, negli spogliatoi, negli uffici di piazzetta Cairoli, le preoccupazioni per la tenuta economico-finanziaria della società, il problema della discarica di Bellolampo, la mancata attivazione del trattamento biologico meccanizzato, il continuo rinvio dell’avvio del progetto Porta a porta 2, l’inadeguatezza della classificazione del personale”. “Nessuno inoltre, volle ricordare che già a febbraio sindacati e lavoratori Rap si erano riuniti con due ore di assemblea e che in quella circostanza non si registrò alcuna crisi igienica in città, a testimonianza del fatto che il problema era la fatiscenza del parco mezzi e non di certo l’assemblea”.

“Oggi le istituzioni hanno l’obbligo di essere sempre coerenti – conclude il segretario Fit Cisl ambiente –  equilibrate e corrette verso i cittadini, l’auspicio è che la magistratura tenga conto di tutti questi episodi per non far pagare ingiustamente i lavoratori che , come dimostrano ancora i fatti degli ultimi giorni, lavorano con grande senso di responsabilità ma con mezzi ed attrezzature insufficienti, in attesa che il comune pagando i debiti che ha già maturato con la Rap(circa 30 milioni di euro) metta l’azienda nelle condizioni di acquistare i mezzi adeguati”.