Arriva l’ennesima prescrizione al processo ai vertici dell’Amia, la società che gestiva la raccolta dei rifiuti a Palermo, condannati in primo grado per falso in bilancio nel biennio 2005-2006.

In appello vennero dichiarate prescritte le posizioni di una serie di imputati tra i quali l’ex senatore Enzo Galioto, che in primo grado aveva avuto 2 anni e mezzo, gli ex componenti del cda e l’ex direttore generale Orazio Colimberti, mentre furono assolti i sindaci (per loro, però nel frattempo il reato si è estinto).

Oggi è stata la volta di uno dei componenti del collegio sindacale, Giuseppe Costanza. La sentenza di appello nei suoi confronti è stata annullata per un difetto del decreto di citazione a giudizio.

Il processo è ricominciato da zero e oggi le accuse sono state dichiarate prescritte. La mancata querela da parte dell’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata (il Comune era socio unico dell’ex municipalizzata) non ha fatto scattare l’aggravante che avrebbe aumentato i tempi della prescrizione.

Per l’accusa, gli imputati avrebbero fatto figurare in bilancio entrate inesistenti per 60 milioni di euro, nascondendo perdite per 48 milioni. Un’operazione basata sulla compravendita fittizia di parte del patrimonio immobiliare e di alcuni mezzi attraverso contratti con una società (l’Amia Servizi srl) creata per questa ragione.