Una vera e propria emergenza sociale che necessita di una soluzione immediata. Così può essere sintetizzata la situazione dei 519 collaboratori scolastici ex Lsu della provincia di Palermo che stamane sono tornati a manifestare davanti la prefettura del capoluogo siciliano.

Alle spalle una lunga storia di precariato e nel futuro nessuna prospettiva. Da ben 7 mesi infatti non percepiscono lo stipendio, il loro contratto scadrà il 31 dicembre e non c’è alcuna notizia del rinnovo della convenzione tra le cooperative di cui fanno parte e il ministero della Pubblica Istruzione per il 2014.

“Ci spiace per i disagi che stiamo creando – dice Vincenzo Raimondi –  .E chiediamo scusa ai bambini e ai loro genitori. Ma qui, se non protestiamo non ci ascolta nessuno. I politici non ci conoscono più, ci hanno abbandonato. Eppure noi eravamo i primi ai quali venivano a chiedere il voto. Adesso siamo noi costretti a chiedere, ma agli enti caritativi che ci aiutano con i generi alimentari”.

Molti dei collaboratori scolastici in protesta lavorano da oltre 20 anni. E adesso, a 50, si ritrovano senza sapere come mantenere la propria famiglia. “Hanno continuato a tagliare i fondi – dice Giovanni Guadagna – sino a ridurci all’osso”.

Le speranze adesso si concentrano sul tavolo tecnico che si terrà lunedì in Prefettura al quale parteciperà il provveditore agli studi di Palermo, Rosario Leone. Intanto lo sciopero dei collaboratori scolastici sta mettendo in ginocchio le scuole, costrette persino a ridurre l’orario delle lezioni e a fare i conti con condizioni igieniche divenute ormai inaccettabili.

“Il prefetto di Palermo – racconta Giuseppe Affronti – saprà trovare il modo di aiutarci. Sappiamo che è sensibile al nostro disagio. Crediamo molto nell’incontro della prossima settimana. Vogliamo solo tornare a lavorare con serenità e sapere che potremo farlo anche il prossimo anno”.