“Senza crisi e con l’inganno, Accenture + British telecom = #262 a casa” E’ la scritta che campeggia su un grande striscione che apre il corteo/fiaccolata dei lavoratori del call center Accenture rimasti senza lavoro per il mancato accordo fra l’azienda monomandataria e la compagnia telefonica inglese.

Una delocalizzazione interna, la definiscono i lavoratori, per approfittare della crisi e risparmiare ulteriormente sulle spalle delle famiglie. Il corteo, al quale partecipano circa 400 persone, è partito da Piazza Pretoria per arrivare in prefettura dove una delegazione porta al prefetto la richiesta di un ulteriore intervento ministeriale.

In piazza con i lavoratori è sceso anche il sindaco Orlando messosi alla testa del corteo dopo che questo si era già snodato per la prima metà del percorso stabilito.

Nella giornata di martedì era avvenuto solo l’ultimo degli atti di protesta da parte dei lavoratori Accenture, con il sit in davanti la sede dell’assessorato regionale al Lavoro. Prima ancora, appelli al governo regionale, la protesta a Roma e l’occupazione della loro sede di lavoro.

“262 non sono numeri, dicono i lavoratori che lo scrivono anche in alcuni dei loro cartelli, sono famiglie che vengono abbandonate al loro destino”. Oltre ai lavoratori in piazza ci sono anche le famiglie ed i rappresentanti sindacali. Un corteo non rumoroso, una vera e propria fiaccolata, quasi un funerale del lavoro per la città di Palermo.