I palermitani hanno concluso il 2013 tappandosi il naso. Nei giorni tra Natale e Capodanno la città ha dovuto fronteggiare l’ennesima emergenza rifiuti. Tonnellate di spazzatura per strada a causa del fermo del servizio di raccolta.

Interruzione di pubblico servizio e inquinamento ambientale. Sono questi i reati contestati a 157 dipendenti della Rap per quanto accaduto in quei giorni. Secondo quanto scrive l’edizione odierna del Giornale di Sicilia, i magistrati e gli investigatori del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri che indagano sull’episodio, starebbero seguendo una pista precisa: i lavoratori avrebbero deliberatamente mandato in tilt il sistema di raccolta della spazzatura in città.

Tutti o quasi assenti dal lavoro in quei giorni: molti ufficialmente per malattia, altri usufruendo di permessi richiesti in virtù delle più disparate motivazioni: volontariato, ragioni sindacali, donazione di sangue.

“Lasciare la città sporca – si legge sul Giornale di Sicilia – farebbe comodo e nasconderebbe interessi ancora tutti da chiarire”.

L’inchiesta per inquinamento ambientale, coordinata dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal sostituto Anna Battaglia, è stata aperta a carico di ignoti il 2 gennaio scorso. In Procura è arrivato persino il sindaco Orlando, sentito come persona informata dei fatti, così come il presidente della Rap. Nell’occasione il primo cittadino aveva parlato di “vergognosa e ingiustificata assenza dal posto di lavoro” e aveva istituito una task force per comprendere le ragioni di quanto accaduto.